La nuova bizzarra e demenziale commedia, volutamente dilettantesca, diretta da Jared Hess (e scritta insieme alla moglie Jerusha), già regista dei cult “Napoleon Dinamite” e “Super Nacho”, un po’ delude le aspettative. La pellicola in questione è sempre e comunque una demenziale commistioni di generi sui toni della commedia, un film che più indipendente non si può, tanto da sembrare realizzato con due soldi, fra amici e parenti, ed ambientato nella profonda provincia americana. Quindi, un accumulo di situazioni al limite del kitsch, citazioni alte e basse, appassionate o denigratorie che diverte a fase alterne, soprattutto chi ama il genere e l’autore ma che la versione italiana, probabilmente, penalizza sfumando l’ironia e sottolineando la volgarità dei dialoghi.
L’unica vera chicca sono i titoli di testa fatti su copertine di libri di fantascienza, vere o rifatte, in genuino stile anni Sessanta-Settanta.
Il timido ed imbranato Benjamin (Michael Angarano) ha 17 anni ed è un giovane scrittore prodigio appassionato di fantascienza, che vive solo con la madre Judith (Jennifer Coolidge), disegnatrice di vestaglie low cost ancora in attesa di sfondare. La sua vita si svolge in un mondo fantastico lontano da quello reale, ma cambia drasticamente quando scopre che una leggenda vivente della fantascienza, lo scrittore Ronald Chevalier (Jemaine Clement) insegnerà al campeggio di scrittura e sarà nella giuria che sceglierà il futuro autore di fantascienza al Cletus Festival.
Pian piano però il suo mito è destinato a crollare. Mentre Tabatha (Halley Pfeiffer), la coetanea conosciuta al festival, ed il suo amico Lonnie (Héctor Jiménez) cercano di trarre uno strampalato film ispirato al suo romanzo, il presuntuoso Chevalier - col blocco dello scrittore - approfitta per rubargli il manoscritto, cambiandogli titolo, nomi e sesso dei personaggi per farlo pubblicare col suo nome. Neanche a dirlo, il ladro di idee ha un successo strepitoso e, scoperta la truffa, il giovane dovrà fare in modo di smascherare il falso autore...
Così tra film nel film - non solo quello degli amici ma anche le versioni immaginate da entrambi gli scrittori, in cui il protagonista è ora Bronco ora Brutus (sempre interpretato da un irriconoscibile Sam Rockwell) - e scene di squallida vita quotidiana, non mancano le frecciate al mondo del cinema, dell’editoria e della moda.
Un po’ pochino per una commedia che ci aspettavamo a metà strada fra il vecchio caro 1941 - Allarme a Hollywood ed il contemporaneo Borat. Infatti, anche Sacha Baron Cohen ha fatto un tonfo col suo Bruno. E non è un caso che l’uscita italiana di Gentlemen Broncos arrivi proprio a fine stagione, senza clamore (ed in pochissime copie) e in attesa dei mondiali di calcio. Tanto valeva non doppiarlo affatto e farci gustare almeno i dialoghi originali, visto che anche le battute si perdono.
Nelle sale dal 4 giugno distribuito da 20th Century Fox Italia in 10 copie.