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venerdì 5 febbraio 2010
di Claudio Fontanini
An education

Un’adolescente impaziente di crescere, la Londra del 1961 a cavallo tra il dopoguerra puritano e gli anni dell’anticonformismo, le canzoni di Juliette Greco e un amore che nasconde un segreto. Presentato al Sundance e fuori concorso al Festival di Berlino 2009, e appena candidato nella decina per il miglior film ai prossimi Oscar, An education - prima sceneggiatura scritta per il cinema da Nick Hornby (l’autore di Febbre a 90°, About a boy e Alta fedeltà) basata sulle memorie autobiografiche della giornalista Lynn Barber – racconta con tono lieve e passo svelto la perdita d’innocenza e il viaggio verso l’età adulta di una bella ragazzina di 16 anni (la bravissima Carey Mulligan in versione Audrey Hepburn e candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista) divisa tra lo studio e la voglia di divertirsi.

Un giorno come tanti, l’uscita da scuola, una borsa piena di libri e un violoncello sulle spalle (la musica è la sua passione). Piove a dirotto e alla fermata dell’autobus si accosta un trentacinquenne ebreo, gentile e suadente (Peter Sarsgaard) a bordo di una fiammante Bristol che la invita a salire. Sarà il passaggio verso una nuova vita fatta di gallerie d’arte e cene eleganti, concerti e coppe di champagne, sigarette in bocca e week-end nel continente (persino con l’approvazione di papà Alfred Molina, un austero sempliciotto che vede in quell’uomo un partito sicuro per l’avvenire della figlia). Peccato che l’affascinante David, una sorta di mellifluo pigmalione, abbia qualcosa da nascondere, come scoprirà a proprie spese l’ingenua e determinata ragazza (“L’azione è carattere, se non facciamo mai niente non saremo mai nessuno”) che gli ha regalato persino la sua verginità.

Dovere o piacere? Regole imposte o sogni da realizzare? Oxford o Parigi? Alle prese col capovolgimento dei valori e dei costumi tradizionali degli anni ’60, la danese Lone Scherfig (Italiano per principianti) dirige una commedia elegante e problematica che qua e là privilegia la cornice e le atmosfere d’epoca alla sostanza. Così tra sentimenti borghesi e spruzzate d’esistenzialismo, aste di preraffaelliti e viste cartolina, profumi Chanel e dediche fasulle di C.S.Lewis, An education mischia sguardi, scorci e punti di vista finendo in un limbo narrativo a metà tra Manhattan e Il favoloso mondo di Amélie che sposa l’incertezza della protagonista.

Nelle sale dal 5 febbraio distribuito da Sony Pictures.

Curiosità:
*
Il ruolo del bel David doveva essere interpretato da Orlando Bloom che ad appena una settimana dall’inizio delle riprese ha deciso di tirarsi indietro dal progetto.


Links correlati
http://www.sonypictures.it

 
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Foto dall’Ufficio Stampa Sony Pictures

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