giovedì 13 giugno 2024 ore 02:34   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
lunedì 10 giugno 2024
di Claudio Fontanini
L’IMPERO
Bruno Dumont alle prese con una tragicomica guerra extraterrestre
Cinema d’autore e sberleffo fantascientifico, commedia surreale e apologo ridicolo sulla lotta tra il bene  e il male incarnati nell’animo umano. Premio della Giuria all’ultima Berlinale, L’impero, il nuovo film di Bruno Dumont è un originale parodia del cinema degli effetti speciali condita dalle consuete provocazioni stilistiche del regista di L’età inquieta e L’umanità

Nella Francia settentrionale, sulla Costa D’Opale, in un tranquillo e pittoresco villaggio di pescatori nasce un bambino speciale che scatena una guerra segreta fra forze extraterrestri per la conquista della Terra. Coi demoni delle forze Zero (guidati da un istrionico Fabrice Luchini nei panni di Belzebù) che si preparano segretamente all’invasione sotto le spoglie degli abitanti del villaggio e gli Uno (Camille Cottin è la Regina dell’Impero del Bene), all’opera per produrre un’evoluzione alternativa e benefica e uccidere il Margat (il bimbo appena nato sotto mentite spoglie e futuro principe imperiale e procreatore della razza Zero) prima della pubertà. 

Con le rispettive legioni speciali che cercano di convincere l’umanità ad appoggiare la loro causa mentre sentimenti e istinti combattono una guerra senza fine. Tragicomico ed erotico (molte le scene di sesso), roboante, rocambolesco e sorprendente, L’impero mette alla berlina supereroi e dittatori mettendo a confronto due generi (odissea nello spazio e cronaca naturalistica) in un curioso mix di estetiche agli antipodi. 

Tra decapitazioni e sentinelle esiliate, nulla supremo in arrivo, spade laser e due increduli e ridicoli poliziotti della Gendarmerie  che di fronte all’imminente finimondo pensano all’Isis, il film di Dumont si allontana dagli stereotipi spaziali reinventando l’architettura del genere. 

E così tra il paesaggio tipico della regione di Pas de Calas (mare, foreste, cavalli del luogo e un bunker della seconda guerra mondiale in un campo di grano) ecco l’invenzione di nuove forme visive con la Sainte Chapelle che diventa la sala di comando di una delle astronavi. 

Una sorta di Mars Attacks! transalpino che dimostra come alla fine anche la vita umana abbia i suoi vantaggi (lo scopre un euforico Belzebù) e che senza un corpo non siamo niente. Un delirio organizzato al quale bisogna stare al gioco ma che regala sorrisi e riflessioni sullo stato del nostro tempo. 

Magnifiche Lyna Khoudry e Anamaria Vartolmei, femmine tentatrici  e guerriere affascinanti che si contendono, tra debolezze umane e piaceri demoniaci, le grazie del pescatore extraterrestre  Jony (Brandon Vlieghe), il padre del Margat.   


 

 




In sala dal 13 giugno distribuito da Academy Two       


Links correlati
http://www.academytwo.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dall’ufficio stampa

Altri articoli di interesse
10-6
Cinema
Dall’alto di una fredda torre
di Claudio Fontanini
10-6
Cinema
The animal kingdom
di Claudio Fontanini
3-6
Cinema
EL PARAISO
di Claudio Fontanini
27-5
Cinema
ROSALIE
di Claudio Fontanini
22-5
Cinema
MARCELLO MIO
di Claudio Fontanini
21-5
Cinema
Chien de la casse
di Claudio Fontanini
14-5
Cinema
Una storia nera
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma