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mercoledì 22 maggio 2024
di Claudio Fontanini
MARCELLO MIO
Chiara Mastroianni diventa il padre nell’emozionante film di Honoré in concorso a Cannes
C’era una volta Marcello Mastroianni, anzi forse ancora c’è. Chi c’è dietro la sagoma di quell’uomo che cammina come lui per le strade di Parigi in abito nero, cappello, capelli corti e baffetti? C’è la figlia Chiara, attrice stanca e disillusa, che vive in sospensione e che al provino di un nuovo film da interpretare si sente dire dalla regista ‘devi essere più Mastroianni e meno Deneuve’
C’era una volta Marcello Mastroianni, anzi forse ancora c’è. Chi c’è dietro la sagoma di quell’uomo che cammina come lui per le strade di Parigi in abito nero, cappello, capelli corti e baffetti? C’è la figlia Chiara, attrice stanca e disillusa, che vive in sospensione e che al provino di un nuovo film da interpretare con Fabrice Luchini si sente dire dalla regista Nicole Garciadevi essere più Mastroianni e meno Deneuve’. 

Detto fatto ed eccola, tra lo sconcerto generale della madre (una magnifica Catherine Deneuve) e dei suoi ex (Benjamin Biolay e Melvil Poupaud) in una fantasticheria affettiva, sospesa tra favola e realtà, alla ricerca di se stessa. Sarà che, come dice Nietzsche, tutto quanto di buono c’è nella vita è ereditato, e allora quello che non è un travestimento ma una necessità (Sono diventata il fantasma di mio padre) provoca incontri e riappacificazioni, rivelazioni sul passato e spiragli di nuovi amori (Chiara s’innamora di un soldato inglese incontrato di notte su un ponte riecheggiando il Mastroianni de Le notti bianche di Visconti). 

Perché la vita e il cinema sono affari di famiglia e allora questo seducente Marcello mio di Christophe Honoré diventa il controcanto emotivo e collettivo dove il falso diventa vero e il vero falso. Con un cane avventuriero al seguito e l’accompagnamento di una colonna sonora nella quale passano Tenco, Ramazzotti e Concato (emozionante  la sequenza di Chiara con accanto lei bambina sulle note di A Dean Martin mentre in tv assistono ad una gara di pattinaggio artistico, la passione di Marcello) verso quel bagno collettivo finale che fa rima con purificazione e voglia di rinascita. 

Un padre e una figlia riunite in un corpo ma anche un film sul mestiere dell’attore e su ciò che significa recitare (Bisogna essere persone semplici nella vita per impersonare tanti ruoli diversi dice Luchini, l’unico che capisce la psicologia di quella donna nascosta in abiti maschili). 

Con qualche lungaggine nell’ultima parte (l’ospitata a Roma in Da noi a ruota libera) e sequenze che lasciano il segno (il litigio nel sottofinale tra la Deneuve e Marcello, tre volte sposati sul set e mai nella vita; la visita alla vecchia casa parigina dove al piano di sotto abitava la Callas) in un girotondo familiare libero, poetico e trasognato con echi da commedia all’italiana. Da non perdere. 



 




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