Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2022 A letto con Sartre (il titolo originale è Cette Musique Ne Joue Pour Personne), è una commedia grottesca, surreale, assurda e poetica, tinta di nero e rosa dove il rosa finisce per prevalere a beneficio del messaggio molto, forse troppo, ottimista, ma è bello crederci, che il regista Samuel Benchetrit intende inviare, secondo cui l’arte, la poesia e l’amore finiscono sempre per trionfare.
Un film dove letteratura, cinema e teatro si incontrano per dar vita a personaggi improbabili quanto amabili come un gruppo di lavoratori portuali piuttosto mascalzoni e spesso violenti, mafiosetti un po’ imbranati, le cui storie personali si intersecano in un affresco un po’ caotico a dire il vero e che non sempre azzecca i tempi giusti, difetti senza i quali avrebbe potuto diventare un piccolo capolavoro della commedia francese.
Detto questo non si può non gustare la prova di magnifici attori che danno vita a personaggi davvero divertenti, come Suzanne (Vanessa Paradis) che aspira a mettere in scena una commedia musicale sulla vita di coppia di Jean Paul Sartre e Simone De Beauvoir, ma purtroppo i suoi schiaffi possono essere micidiali e ora bisogna trovare qualcuno che interpreti la parte di Sartre, un ruolo che non porta fortuna agli aspiranti attori da quando a esigerne la parte è Jacky (Gustave Kerven), uno stralunato killer che si innamora di Suzanne
non appena ne fa conoscenza mentre lei parla con un castoro imbalsamato (o forse soltanto un peluche). Si noti la raffinatezza: Castoro era il soprannome di Simone De Beauvoir.
Jacky fa parte del gruppo di portuali il cui capo è Jeff (Francois Damiens) che è innamorato di una cassiera di supermercato (Constance Rousseau) a cui scrive improbabili poesie d’amore che fa recapitare da Neptune (RamzyBedia), un immigrato con cui ha un rapporto quasi fraterno.
Come capita anche nelle migliori famiglie, Jeff trascura la moglie Katia (Valeria Bruni Tedeschi) e sua figlia, l’adolescente Jessica (Raphaëlle Doyle), la cui protezione è affidata a Jesus e Poussin, due rudi guardie del corpo (Joey Starr e Bouli Lanners) che filosofeggiano intorno a problemi esistenziali mentre pestano chi non vuole partecipare alla festa di compleanno della loro protetta.
La comicità cui si assiste non è di quelle che strappano risate grasse, è sottile, è raffinata e bisogna saperci entrare, i personaggi sono dipinti con tratti leggeri anche quando compiono azioni violente e il film non sfiora mai la tragedia. Un film godibile per palati che amano i sapori delicati. Da vedere rigorosamente al cinema.
In sala dal 26 gennaio distribuito da I Wonder Pictures