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lunedì 16 gennaio 2023
di Claudio Fontanini
L’innocente
Un riuscito crime familiare ricco di inventiva e divertimento
Nella sequenza iniziale de L’innocente un uomo pianifica uccisioni e parla di pistole facendo credere lo spettatore di trovarsi di fronte ad un noir. Siamo invece in una prigione e l’uomo (Roschdy Zem), che sta scontando cinque anni per rapina, fa parte di un laboratorio teatrale guidato da una ex attrice (Anouk Grinberg) che sta provando un nuovo testo. 

Alla sua quarta regia cinematografica Louis Garrel si diverte a spiazzare e a giocare coi generi in un riuscito crime familiare ispirato alla vera vita della madre (Brigitte Sy). Al suo terzo matrimonio in 10 anni (Non è una prigione, è un club d’incontri…la rimprovera il figlio), Sylvie, eccentrica antiborghese ha appena sposato Michel, in libertà vigilata e futuro da lavoratore interinale. 

Sembrano felici e vogliono gestire un magazzino di fiori ma quel figlio rimasto vedovo inconsolabile (la moglie è morta anni prima in un incidente automobilistico) non crede alle apparenze e fiuta la fregatura sentimentale. Cosa c’è dietro? Aiutato da una spumeggiante amica in cerca d’avventure (Noémie Merlant, bravissima) eccolo pedinare a Lione quel nuovo patrigno che dispensa sorrisi e intanto nasconde una pistola nella giacca di pelle. 

Tra bugie e sospetti, scenate di gelosia e prove di finzione (la messinscena del litigio di coppia vale il film), carichi di caviale iraniano e uno staffordshire castrato con braccialetto elettronico al collo, il film di Garrel viaggia spedito sulle ali dell’eccitazione del rischio

Audace, corale, inventivo e pop (nel senso più nobile del termine), L’innocente dispensa musica italiana (Stelvio Cipriani e I maschi della Nannini sui titoli di coda) e una naturale leggerezza che non fa rima con superficialità. 

Con sensi di colpa, lezioni di vita (A volte non possiamo cambiare noi stessi ma solo le cose intorno a noi) e prese di coscienza (si veda la bella sequenza dell’arrivo di Sylvie all’ospedale) che fanno capolino nei momenti giusti finendo per impreziosire un film scritto (da Garrel con lo scrittore di noir esistenziali Tanguy Viel), diretto  e recitato magnificamente. Chapeaux. 

  
In sala dal 19 gennaio distribuito da Movies Inspired   


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