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mercoledì 4 maggio 2022
di Claudio Fontanini
Nello Zoo di Incenzo
Voglia di musica. E di mani che riscaldano l’anima, come si vede nella bellissima copertina di Zoo, il nuovo cd di Vincenzo Incenzo in uscita il 6 maggio e che anticipa il nuovo tour acustico del cantautore romano.
Voglia di musica. E di mani che riscaldano l’anima, come si vede nella bellissima copertina di Zoo, il nuovo cd di Vincenzo Incenzo. Al terzo lavoro in poco più di quattro anni, il cantautore romano- che ha scritto per i più grandi cantanti italiani- conferma la vocazione politica e sociale abbinata al noto talento melodico. 

Anticipato da due singoli scomodi e manifesto della nostra epoca (Pornocrazia e Ciao Repubblica), Zoo- prodotto da Jurii Ricotti e dal 6 maggio disponibile in tutti i digital store e nei migliori negozi di dischi- viaggia in direzione ostinata e contraria rispetto all’usa e getta imperante e alla voglia di apparire ad ogni costo. 

Un disco pensato, colto, denso e maturo, con Incenzo che si fa testimone accorato e malinconico di un mondo ormai privo di coordinate esistenziali. Nelle 10 tracce del cd, che fondono codici musicali diversi (si spazia dall’extrabeat alla ballad, dall’elettronico di stampo europeo al piano e voce) attraverso un sound che elabora nuove tecnologie sul mercato dell’audiorecording, ce n’è davvero per tutti: politici corrotti, giornalisti a quattro zampe, ex intellettuali e giovani disorientati. 

Un vero e proprio zoo umano popolato da disillusioni e massificazione imposta che mette però un punto fermo sul tentativo di riconquistare la libertà di pensiero attraverso una soggettività consapevole che significa consapevolezza più che isolamento. 

E forse, come canta Incenzo ne La tua rivoluzione, il brano più ispirato ed emozionante del cd (accompagnato da un bel video realizzato da Luca Bizzi, un vero e proprio mini film che affronta le tematiche del mondo LGBTQIA+ attraverso il racconto della resilienza di due ragazze che combattono disperatamente per vivere il loro amore alla luce del sole) basterà raccogliere quelle conchiglie che inevitabilmente la tempesta lascerà per poter ascoltare il rumore del mare e riscoprirsi di nuovo inclini alla bellezza. 

Con l’uomo, o meglio il ricordo di quel che fu(mmo) a fare da bussola a questo viaggio musicale nel nostro tempo che scuote le coscienze ed indica la nuova strada da percorrere. Senza retorica o enfasi, col cantautore romano- imprigionato nel regno della post verità come una sorta di Alice nel paese degli orrori- che grida il suo dolore e la sua rabbia attraverso una sensibilità rara e la volontà di non arrendersi al presente

Sempre più spesso nei titoli di brani e cd (vedi l’ultimo di Ruggeri) si legge la parola rivoluzione. Cosa significa?
Anch’io avevo già scritto un pezzo per Renato Zero dallo stesso titolo qualche anno fa ma qui il valore aggiunto è il riferimento a una declinazione aggiunta: quella individuale. Senza la mannaia del politicamente corretto e della retorica della maggioranza voglio manifestare il valore assoluto del concetto di quella libera scelta oggi sempre più difficile da compiere senza condizionamenti
Abbiamo delegato la nostra libertà ad altri, perché scegliere è difficile continua Incenzo bisogna schierarsi perché, come scrivo ne La tua rivoluzione non c’è mai sconfitta se apri bocca e gridi forte il tuo pensiero. Usciamo dalla caverna di Platone e cominciamo a guardare il mondo coi nostri occhi. Gli ultimi decenni ci hanno insegnato che la folla è pericolosa e alla ricchezza esibita e all’ostentazione da social preferisco la battaglia solitaria nel nome della sincerità assoluta. Altro che uno vale uno, mi batto piuttosto per il senso nobile dell’uno per uno.


In Non è vero affronti anche il tema delle false convinzioni alimentate da media e politici
Il vero è diventato l’utile, lo abbiamo visto con le mille rielaborazioni del pensiero sbandierate durante la pandemia e ora con la guerra in Ucraina. L’oggettività di un fatto è seppellita dagli interessi di parte. Tutto è veramente falso, tutto è falsamente vero, lo cantavo già in Je suis.


Nella frase più bella del cd scrivi e canti che se ti calpesteranno vanne fiero che l’ombra calpestata è già sentiero. Un bellissimo messaggio rivolto anche ai giovani? 
Non ho bisogno e non mi nutro della visibilità apparente del nostro tempo e non inseguo il successo ad ogni costo. Mi interessa piuttosto lasciare una testimonianza, attraverso i miei dischi, di quello che sono realmente e di cui mi nutro. Continuo con grande entusiasmo il mio percorso solitario senza sgomitare ma fiero della mia dimensione. Certo, un po’ mi dispiace non essere mai invitato sui palchi che contano e vedere che il 1 maggio a San Giovanni si esibiscono 18enni alla prima esperienza e senza il mio curriculum ma tant’è. La presunta democrazia che spesso si sbandiera nasconde in realtà la blindatura di certi ambienti preclusi a chi è fuori dal coro. E’ il prezzo che pago volentieri alla mia indipendenza di autore e musicista


Il rumore più assordante che io abbia mai sentito non è una bomba per le strade ma il vestito tuo che cade canti in Solo al mondo, una struggente canzone d’amore che ci ricorda come la condivisione e i sentimenti siano l’unico rimedio al vuoto emotivo che ci circonda.
Anche il bene deve essere urlato. Tacere in silenzio ha fatto il suo tempo, bisogna armarsi anche per una guerra positiva. Assumersi ognuno le proprie responsabilità, anche in coppia, è un dovere e riconoscersi nell’altro una fortuna che ci allontana dalla disperazione dei ricordi dolorosi.

A chiudere l’album una perla, l’ultima canzone di Sergio Endrigo, “Altre emozioni” (impreziosita dalla splendida voce del soprano Minji Kim), scritta proprio da Incenzo insieme al grande cantautore friulano.
L’avevo conosciuto in un bar di Piazza Mazzini a Roma nel 2005 poco tempo prima che scomparisse ricorda Incenzo e con mia grande sorpresa mi chiese di scrivere la musica, io che ero un autore di testi, di quel brano. Tu hai rispetto per le parole mi disse e quindi lavorerai al meglio. Io scelsi un accompagnamento a commento, non invasivo ma a quel tempo nessuno ci diede ascolto. Poi, dopo la sua morte, si sono accorti di quel pezzo e io non sono mai stato interpellato da nessuno né tantomeno invitato a nessuna delle sue celebrazioni. Un altro doloroso esempio dello specchio dei tempi che viviamo


Ed ora, finalmente, una serie di concerti acustici.
Ne sento il bisogno, sono io ad avere la necessità del contatto fisico con chi mi segue piuttosto che il contrario. Sarò un viaggio del cuore, a cavallo di un pianoforte, che mi riporterà alle atmosfere degli inizi della mia avventura musicale al Folkstudio. Ormai di materiale ne ho parecchio, tra brani miei e quelli scritti per altri, e per la prima volta mi esibirò anche in qualche medley, una cosa impensabile fino a qualche tempo fa. E poi questo Zoo chiude una trilogia iniziale del mio lavoro che mi ha fatto comprendere molte cose e che sicuramente mi porterà su strade diverse a partire dal prossimo cd.


TRACKING LIST: La tua rivoluzione, Pornocrazia, Solo al mondo, Povero tempo, La risposta che tu chiedi, Non è vero, Non c’è una fine mai, L’angelo del cash, Ciao Repubblica, Altre emozioni    

 
I CONCERTI
15 maggio Firenze, Sala Esse dei Salesiani,
16 maggio Roma, Teatro 7
27 maggio Palermo Casa Cultura Re Mida
2 giugno Venezia, Palazzo Ca’ Sagredo
3 giugno Milano, Teatro Elfo Puccini
5 giugno Napoli, Museo Diocesano
11 giugno Castel FusanoRoma, Castello Chigi



 
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