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lunedì 15 novembre 2021
di Claudio Fontanini
Annette
Il musical autocompiaciuto di Carax che ha aperto Cannes 74
Deve aver avuto voglia di stupire Spike Lee quest’anno a Cannes. Il presidente di giuria afroamericano ha infatti assegnato la Palma d’Oro al discutibile e controverso Titane e quella per la miglior regia al visionario e irrisolto Annette di Leos Carax che arriva in questi giorni alla prova del pubblico italiano. 

A 9 anni da Holy motors (quello sì un capolavoro) e al sesto lungometraggio, l’autore di Rosso sangue e Gli amanti di Pont-Neuf si cimenta per la prima volta con un film in lingua inglese sostenuto dalle splendide musiche dei leggendari Sparks, autori anche della sceneggiatura col regista. Opera rock che decostruisce dall’interno il melodramma, Annette racconta in 140’ la storia di Henry (Adam Driver) e Ann (Marion Cotillard) coppia di artisti all’apice delle rispettive carriere e la cui vita verrà sconvolta dall’arrivo di una misteriosa bambina con un dono speciale. 

Lui è uno stand-up comedian provocatorio (Dire battute è l’unico modo per dire la verità senza essere uccisi), lei una stella dell’Opera che muore ogni sera in scena. Felici e invidiati (con Carax che punteggia il film di pagine gossip) fino alla nascita di quella bambina, una sorta di Annette dei miracoli che si muove meccanicamente come una bambola e canta benissimo come la madre mentre le stelle si allineano. 

Possiamo cominciare, canteremo e moriremo per voi in un mondo di musica e furore promettono in coro gli attori del film rivolgendosi allo spettatore nel magnifico piano sequenza iniziale che dallo studio di registrazione di Leo Carax arriva direttamente nelle strade di Los Angeles. Peccato che non andrà così tra amplessi canterini e corse in moto, mele rosse e maledizioni, direttori d’orchestra di ritorno (Simon Helberg), allucinazioni e vendette. 

Cantato dal vivo in presa diretta tra synth-pop e lirica, Annette è un film solenne e ridondante (la tempesta marina sullo yacht), estremo ed autocompiaciuto con momenti che sfiorano l’involontariamente comico (il volo notturno sulla città della bambina col suo gorilla di pelouche).

Con Carax che non trova mai la misura in questo sguardo verso l’abisso umano che si rivela sin troppo prevedibile e schematico. Stavolta l’autore francese è caduto senza rete e a farsi male è lo spettatore.       

In sala dal 18 novembre distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm collection    

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http://www.iwonderpictures.com

 
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