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venerdì 5 novembre 2021
di Claudio Fontanini
Pornocrazia
Provocatorio e fuori dal coro, in questi tempi di politicamente corretto quasi una benedizione. Disponibile su tutte le piattaforme digitali, Pornocrazia è il titolo del brano di Vincenzo Incenzo che anticipa Zoo, il nuovo cd
Questa non è una canzone ma un grido che diventa opinione è l’attacco di questo salutare j’accuse musicale che fonde un testo velenoso e ironico con la Elettronica Extrabeat di stampo europeo. Politici, giornalisti, falsi profeti da salotti televisivi e persino giovani che si scoprono vecchi all’improvviso: non risparmia nessuno Incenzo in questo progetto nel quale sono state usate tecniche innovative di registrazione e mix non ancora presenti sul mercato dell’audiorecording. E persino in un paese alla deriva, forse, sopravvive una speranza di salvezza sotto forma di un cuore che sogna ancora dignità un universale. 

Prodotto da Jurij Ricotti e DLewis, il brano è accompagnato da un video realizzato con una sorprendente tecnica cartoon in tricromia dal video artist Luca Bizzi, che ha mescolato animazione 2D e 3D per creare atmosfere distopiche e crude in una tricromia che s’ispira al Manifesto di Marinetti

Pornocrazia è il rifiuto di venerare e servire questo falso Regno dei Cieli che è la nostra contemporaneità dice Incenzo presentando il nuovo singolo. Il mio è un allarme rivolto a tutti, una vera e propria chiamata di responsabilità perché non c’è cosa peggiore che lo spaccio di una presunta felicità che si fa oggi. Viviamo allineati nel pensiero unico in un inferno travestito da paradiso dove il linguaggio non è più il luogo della verità

Hai paura di una censura strisciante ma potente che potrebbe colpire il tuo brano? 
Non meno di un anno fa quando uscì Ego. Continuo a combattere questa mia piccola lotta personale in nome della libertà d’espressione. L’onorevole Stefania Ascari, alla quale mi rivolsi con una lettera aperta in occasione della sua proposta di legge sulla modifica dell’articolo 414 del Codice Penale, mi disse che non aveva capito il messaggio ma in realtà, a quasi un anno di distanza, mi sembra che il tempo mi abbia dato ragione. Non so Pornocrazia che uditorio possa avere ma io voglio restituire ruolo nobile e ragione sociale alla canzone in un periodo nel quale nessuno si espone e si preferisce il consenso omertoso.  

L’epoca del cantautorato impegnato sembra al tramonto, ti senti solo in questo tempo musicale?
Non mi sembra di essere accompagnato da molti…io mi auto produco e ho la fortuna di avere al mio fianco un team di collaboratori straordinari. Non sono un giovane in cerca di affermazione e alla mia età c’è la volontà di essere fedele ai miei pensieri e alle mie idee senza filtri di nessun tipo e attraverso una comunicazione diretta con chi mi ascolta.

Ascoltando Pornocrazia sembra impossibile credere che l’abbia scritta lo stesso autore di Cinque giorni e di tante altre bellissime melodie
Ci penso spesso anch’io confessa Vincenzo ma la natura intimista e  romantica fa parte del mio bagaglio naturale e non ci rinuncerò in futuro. E comunque anche Pornocrazia piuttosto che Un’altra Italia sono a suo modo canzoni d’amore verso un mondo che rischia di perdere valori e contenuti.

Il tuo brano sembra comunque rivolto principalmente ai giovani addormentati del nostro tempo
Li vedo in apparenza superdinamici e attivi ma sorridono troppo per essere davvero felici. Grazie ai miei corsi di scrittura creativa li frequento molto ma vedo in loro tanta malinconia e mancanza di prospettive. Bisogna rimettere al centro la persona e il suo valore individuale per vincere la sfida della contemporaneità

Tra poco scompariranno anche i cd dal mercato musicale, che futuro vedi per l’industria discografica?
Si è notevolmente abbassata la qualità anche se il consumo ha allargato il baricentro. Su Spotify ogni giorno ci sono 50.000 pezzi al giorno ed è difficile emergere. Come autore al pensiero che un anno e mezzo di lavoro si traduca in un ascolto sul telefonino rabbrividisco. Anche la sensibilità uditiva viene meno, contano solo la voce e la ritmica a discapito dei suoni che non hanno i supporti tecnici necessari per un ascolto ottimale. Penso a Van Gogh che ad occhio nudo riconosceva centinaia di gradazioni di verde e alla nostra epoca che si accontenta miseramente di un immaginario impoverito. E’ la nostra sconfitta più grande. Una canzone non può fermare questa marea inarrestabile, ma per almeno 3 minuti può surfare sulle onde e comunicare il sogno di resistere

Pornocrazia è legato ad un tour di concerti (già previste date da dicembre a Napoli, Roma e Palermo) che proseguirà con l’uscita dell’album non solo in Italia ma anche in America Latina, dove Vincenzo Incenzo ha già raccolto importanti consensi.


Links correlati
http://www.vincenzoincenzo.com
 
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