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lunedì 18 ottobre 2021
di Claudio Fontanini
Petite maman
Il bellissimo film della Sciamma. Un’opera sulla crescita intrisa di realismo magico
Due anni dopo il meraviglioso Ritratto della giovane in fiamme, Céline Sciamma torna alle tematiche del mondo dei giovanissimi e alle atmosfere di Tomboy, uno dei suoi film più belli ed emozionanti. Macchina da presa ad altezza bambino per una storia di trasformazione che diventa un inno alla semplicità- stilistica e narrativa- e una riflessione commossa sulla memoria, l’amicizia e la famiglia. 

Ed ecco Nelly (Joséphine Sanz), una bambina di 8 anni che dopo aver perso la nonna (indimenticabile l’addio alle altre ospiti della casa di riposo dove è ricoverata) trascorre qualche giorno nella sua casa di campagna in compagnia della madre (Nina Meurisse), che è cresciuta lì e del padre (Stéphane Varupenne). 

C’è da svuotare quell’appartamento e tra vecchi scatoloni e quaderni conservati (Non eri molta brava con l’ortografia dice Nelly alla madre), pantere nere ai bordi del letto e giochi in solitaria nel bosco, si materializza all’improvviso un’altra bambina (Gabrielle Sanz) che si chiama proprio come la madre e con la quale condividere segreti e aspettative. 

Gioco di specchi intriso di realismo magico, Petite maman- girato nel 2020 nel pieno della pandemia- è un film di affetti speciali che colpisce al cuore sradicando i personaggi dal contesto storico di un’epoca ben definita. Film sulla crescita e sulla capacità di ascolto, questa nuova perla della Sciamma- applaudita all’ultimo Festival di Berlino e presentata in anteprima alla XIX edizione di Alice nella Città nell’ambito della Festa del cinema di Roma- è una prezioso gioco dell’oca sulla vita che emoziona e fa riflettere attraverso dettagli e sequenze apparentemente minimali. 

Alla regista parigina nata e cresciuta in periferia in una famiglia di origini italiane bastano così un’improvviso acquazzone, un pennello da barba, la preparazione delle crepes o un bastone da passeggio (Odora della sua mano dice Nelly ricordando la nonna) per ricreare un clima ed un mondo che appartengono ad ognuno di noi. 

Col dolore e la sofferenza mischiate alla scoperta e alla gioia improvvisa in un film che ci riconsegna, nel bellissimo finale, una madre e una figlia in una stanza che non è più vuota. 

In sala dal 21 ottobre distribuito da Teodora e in streaming in esclusiva su MUBI nel 2022       
 

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http://www.teodorafilm.com

 
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