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lunedì 26 aprile 2021
di Claudio Fontanini
Oscar 2021 vince Nomadland
Alla notte dei 93esimi Oscar trionfa Nomadland. Miglior film, miglior regia (Chloé Zhao, prima donna di colore, prima donna cinese e seconda donna, dopo la Bigelow di The Hurt Locker- a vincere nella categoria) e miglior attrice (Frances McDormand al suo terzo Oscar da protagonista)
Dopo la vittoria a Venezia e ai Golden Globe il film della 38enne cinoamericana, un vero e proprio manifesto di resilienza al sistema capitalistico, batte l’agguerrita concorrenza anche ad Hollywood

È stato un viaggio folle che si fa una volta nella vita ha detto la Zhao nel suo discorso. Ultimamente ho pensato parecchio a come tirare avanti quando le cose si fanno dure. Le persone alla nascita sono intrinsecamente buone, continuo a crederci anche adesso. Anche se a volte sembra vero il contrario, ho sempre trovato la bontà nelle persone. Questo premio va a tutti quelli che hanno il coraggio di tenere fede alla bontà che c’è in se stessi e negli altriindipendentemente da quanto possa essere difficile

Mentre l’Italia è rimasta a bocca asciutta (nessun premio alla Pausini per la colonna sonora de La vita davanti a sé e ai costumi di Pinocchio) a sorpresa l’Oscar per il miglior attore protagonista è andato allo struggente Anthony Hopkins di The Father. A 83 anni è l’attore più anziano ad aver vinto la statuetta, 29 anni dopo quella ottenuta per Il silenzio degli innocenti.

I premi per i non protagonisti sono andati a Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah e alla veterana sudcoreana Yuh-Jung Youn di Minari. Miglior film internazionale è stato Un altro giro di Thomas Vinterberg col regista danese non è riuscito a trattenere le lacrime pensando alla figlia Ida, morta in un incidente stradale mentre cominciava la lavorazione. 

Miglior film d’animazione dell’anno è Soul mentre Il mio amico in fondo al mare ha vinto come miglior documentario. Mank di Netflix, che aveva dominato le candidature, ben 10, ne ha convertite solo 2, per scenografia e fotografia. Tra le delusioni anche Il Processo ai Chicago 7, l’acclamato film di Aaron Sorkin, che ha vinto il premio SAG ensemble. Arrivato alla notte degli Oscar con 6 nomination è stato l’unico candidato al miglior film che è andato a casa a mani vuote mentre Glenn Close, all’ottava nomination, è rimasta ancora una volta senza premio raggiungendo il collega Peter O’Tool nella sfortunata lista.


 
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