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martedì 2 marzo 2021
di Claudio Fontanini
Proxima
Prove di viaggio spaziale per una madre nel film di Alice Winocour
Orizzonti indefiniti, dell’anima e dello spazio. Ingegnere aerospaziale e madre single, Sarah (Eva Green) sta per coronare il sogno di una vita. Quel gioco (a 8 anni si calava un paralume in testa credendolo un casco spaziale) è diventato realtà ed ora è stata scelta- unica donna- per una missione nella stazione spaziale internazionale. 

Inizia da qui un lungo viaggio di preparazione fisica nel quale questa volitiva francese dovrà combattere contro un ambiente maschilista (l’accoglienza del capo missione Matt Dillon non è proprio rose e fiori) e, soprattutto, coi sensi di colpa per l’abbandono temporaneo di Stella (Zélie Boulant-Lemesle), la figlia di 9 anni che per un anno dovrà vivere con l’ex marito astrofisico (Lars Eidinger). 

Dall’Agenzia spaziale europea di Colonia alla Russia di Star City fino al Kazakistan dove è previsto il lancio della navicella tra centrifughe a folle velocità ed enormi piscine che simulano l’assenza di gravità, ferite che non si rimarginano, quarantene e femminilità messa a dura prova (Interrompere le mestruazioni? Tagliare i capelli corti?). 

Mentre quella bambina dislessica che odia la matematica (Perché vuoi che sia per forza una persona normale, noi non lo siamo dice alla madre il padre parlando delle sue difficoltà) e chiede alla madre se morirà prima di lei è ormai costretta a vederla dietro un vetro e a simulare un abbraccio prima della partenza. 

Diretto da Alice Winocour e scritto dalla regista con Jean-Stéphane Bron, Proxima è un bell’esempio di cinema europeo di fantascienza adulta. Girato nelle vere strutture dell’Agenzia spaziale europea, il film dà il meglio nell’approccio documentarista della preparazione alla missione per poi concentrare le sue attenzioni sul rapporto madre/figlia. 

Terreno e materiale più che metafisico, pratico più che spirituale, Proxima mette in scena i dubbi e i rimorsi di una madre che si esercita a guardare il mondo al contrario. Perché, come ammonisce il terzo astronauta russo dell’equipaggio, la parte più difficile non è la partenza ma il ritorno, quando vedi che le persone vivono bene anche senza te

Peccato per qualche inciampo narrativo (il briefing con la figlia al seguito, l’improbabile fuga notturna in sottofinale) che mina la credibilità dell’insieme ma Proxima- presentato al Toronto Film Festival 2019- mette a segno emozionanti sequenze (quella scatola di scarpe che deve contenere i ricordi di una vita per un anno) che meritano la visione. Affetti più che effetti speciali.  


On demand dal 26 febbraio su Sky, Infinity, TimVision, Rakuten Tv, Chili, Itunes, Google Play, Youtube         


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