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mercoledì 23 dicembre 2020
di Claudio Fontanini
La stanza
Un insolito triangolo sentimentale nell’horror da camera di Lodovichi
Una donna in abito da sposa e dallo sguardo assente (Camilla Filippi) è in bilico sul cornicione della sua finestra. Mentre fuori piove ha deciso di farla finita. Intanto il campanello di quella casa-prigione suona. Alla porta si presenta uno sconosciuto dai modi gentili (Guido Caprino) appena tornato dal Giappone e con una prenotazione per la camera degli ospiti e, soprattutto, notizie dell’ex marito della donna (Edoardo Pesce). 

E’ un insolito triangolo sentimentale venato di horror quello messo in scena da Stefano Lodovichi (autore anche del soggetto e della sceneggiatura con Francesco Agostini e Filippo Gili) in La stanza, disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video

Film di genere ben girato e interpretato da un cast affiatato e in parte (con la Filippi alla seconda prova noir col regista toscano dopo In fondo al bosco del 2015), il terzo lungometraggio di Lodovichi- nato in origine come un documentario sugli Hikikomori, gli adolescenti  giapponesi che si autorecludono in casa escludendosi dalla vita- pesca a pieni mani dai classici come Psycho e Shining (citato nella sequenza della porta sfondata con un luciferino Caprino in versione Jack Nicholson) ma l’atmosfera è piuttosto quella di Funny games di Haneke. 

Un dramma da camera che sconfina nella violenza fisica e, soprattutto, psicologica in un gioco al massacro che ha per teatro i rapporti familiari. Con l’arrivo di quell’uomo enigmatico che rimette in ballo meccanismi affettivi sepolti e sensi di colpa tardivi. 

E così quella terapia di coppia sotto sequestro diventerà l’occasione per un amaro bilancio esistenziale tra ambiguità, identità multiple e azioni del presente che si fanno (o potrebbero farsi) futuro sotto i nostri occhi. Mentre un bambino chiuso in un stanza da un anno attende la sua liberazione… 

Girato tutto in interni in appena 17 giorni e montato in un mese (un vero e proprio miracolo italiano) La stanza tiene avvinto lo spettatore con una bella tensione narrativa alla quale contribuisce non poco quella casa isolata dal mondo (in realtà tutta costruita in un teatro di posa) e arredata con un design art nouveau. 
Con la carta da parati scrostata che prova a nascondere un passato ingombrante e quegli armadi dai quali spuntano vecchi vestiti capaci di rianimare vecchie personalità. Brividi assicurati.

Disponibile dal 4 gennaio su Amazon Prime Video

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http://www.primevideo.com

 
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