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lunedì 1 luglio 2019
di José de Arcangelo
L’ULTIMA ORA
Un thriller rarefatto che invita alla riflessione sulle nuove generazioni
Presentato nella selezione ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’anno scorso, L’ultima ora (L’Heure de la Sortie) è un ambizioso dramma thriller metaforico, opera seconda di Sébastien Marnier (Irréprochable), che intriga e coinvolge soprattutto nella prima parte quando ci guida dentro un liceo, il prestigioso Saint Joseph, dove il gruppo di ragazzi più bravi e intelligenti si comporta
Presentato nella selezione ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’anno scorso, L’ultima ora (L’Heure de la Sortie) è un ambizioso dramma thriller metaforico, opera seconda di Sébastien Marnier (Irréprochable), che intriga e coinvolge soprattutto nella prima parte quando ci guida dentro un liceo, il prestigioso Saint Joseph, dove il gruppo di ragazzi più bravi e intelligenti si comporta in modo misterioso, anzi enigmatico, soprattutto rispetto al (loro) futuro, e non solo per la morte del prof.

Premiato con una menzione speciale al Sitges – Catalonian International Film Festival, tratto dal romanzo di Christophe Dufossé e sceneggiato dallo stesso regista con la collaborazione di Elise Griffon, narra la vicenda del professore Pierre Hoffman (il perfetto Laurent Lafitte) chiamato a sostituire il precedente insegnante, suicida nello stesso collegio, durante la lezione proprio in quella classe. Pierre inizia così un’indagine per scoprire perché il gruppo di sei geniali ragazzi siano così presuntuosi e nichilisti, sprezzanti (verso i compagni meno bravi) e disillusi, ma verso i quali l’entourage della scuola ha un atteggiamento di indifferenza, tranne quello professionale, visto che gli allievi hanno tutti degli ottimi voti.

Un thriller – in bilico tra reale e surreale - che invita alla riflessione sulle nuove generazioni che hanno perso la speranza (per fortuna non tutti) nel futuro perché il mondo va verso l’autodistruzione e questi ragazzi, al contrario della intraprendente Greta Thunberg, non pensano minimamente a salvarlo o ribellarsi nel modo giusto. Quindi anche una riflessione sul ‘nostro’ mondo lasciato alla deriva fra inquinamento e indifferenza, interessi e conflitti. 

Ma ci fermiamo qui per non svelare particolari che potrebbero rovinare la sorpresa nel pubblico, anche se l’ultima parte, forse, è la meno riuscita, dato che è difficile mettere la parola fine ad una storia del genere. Quindi si tratta di un thriller dalle atmosfere rarefatte tra pessimismo e speranza, disperazione e violenza (anche auto), riferimenti e simboli (da Kafka agli scarafaggi), analisi e constatazione.

Nelle sale italiane dal 4 luglio 2019 distribuito da Teodora Film
 

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http://www.teodorafilm.com

 
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