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lunedì 13 maggio 2019
di José deArcangelo
Quando eravamo fratelli
Una famiglia disfunzionale in una potente storia di crescita
Premiato al Sundance Film Festival con il Next Innovator Award al regista Jeremiah Zagar e presentato al Biografilm Festival 2018, Quando eravamo fratelli è tratto dal romanzo Noi, gli animali di Justin Torres. Una sorta di romanzo di (auto) formazione – sulla scia di Moonlight  e Re della terra selvaggia - sceneggiato dal regista con Dan Kitrosser, il film coinvolge ma non emoziona al punto giusto, nonostante l’ottima resa tecnica e formale.

Noi tre. Fratelli. Noi re. Inseparabili. Tre bambini – Manny (Isaiah Kristian), Joel (Josiah Gabriel) e Jonah (Evan Rosado, la vera rivelazione) affrontano l’infanzia nella campagna di New York anni Novanta e rispondono come possono al precario affetto (non si vede né se ne parla) dei loro genitori. Il loro amore è capace di fare e disfare una famiglia molte volte. Mentre Manny e Joel crescendo diventano sempre più simili a Paps (Raul Castillo), Ma (Sheila Vand) cerca di tenere il più piccolo, Jonah, nel bozzolo di casa. 

Più sensibile e consapevole dei suoi fratelli maggiori, Jonah abbraccia un mondo di immaginazione che è solo suo e descrive nel suo diario (segreto) e che solo lo spettatore vede animato, in una delle trovate più originali del film, realizzata da Mark Samsonovich, famoso per i suoi murales.

Quindi ci troviamo davanti a una profonda e potente storia di crescita, grazie a un cast di bravissimi esordienti, ritratto di famiglia disfunzionale e del rapporto tra fratelli, che scrittore, regista e sceneggiatore hanno arricchito con particolari delle loro adolescenze. Però, alla fine, Quando eravamo fratelli si rivela il classico compito cinematografico da Sundance, ovvero da primo della classe: eseguito benissimo, anche se in fondo resta freddo. Non a caso Zagar, Kitrosser e il produttore Jeremy Yaches parteciparono nel 2013 all’Indipendent Film Labs e al Sundance Institute Writers l’anno successivo.

Ottima la cornice del direttore della fotografia Zach Mulligan che, girando quasi tutto il film in 16mm, ricrea l’atmosfera realistica, rarefatta e squallida del periodo e dei luoghi.  Comunque, chi ama i film da Oscar non verrà deluso, anche se Quando eravamo fratelli non l’ha vinto e non è stato nemmeno selezionato.

Nelle sale italiane dal 16 maggio distribuito da I Wonder Pictures


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http://www.iwonderpictures.com

 
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