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lunedì 27 ottobre 2025
di Claudio Fontanini
Dracula - L’amore perduto
Un romantico viaggio nel tempo nel bel film di Besson
Sfarzoso, viscerale e romantico. Non sarà il capolavoro di Coppola del 1992 (con Gary Oldman vampiro e dandy londinese) ma questo nuovo Dracula di Luc Besson- presentato fuori concorso e in anteprima mondiale alla Festa di Roma nella sezione Grand Public- diverte, affascina ed emoziona in un inno al cinema da grande schermo. 

Spettacolo visivo furente, sontuoso ed ammaliante, il film del regista francese inizia nel 1480 con la guerra agli Ottomani combattuta dal principe Vladimir (Caleb Landry Jones, scelto di nuovo da Besson dopo Dogman). 

Promesso sposo della bella Elisabetta (Zoe Bleu) va in battaglia nel nome di Dio ma si ritrova senza metà, uccisa dai nemici sul ghiaccio. Inizia da qui un viaggio nel tempo che condanna il principe, diventato nel frattempo un vampiro, a sfidare il destino e la stessa morte nel tentativo di ritrovare l’amore perduto (Vivere senza è la malattia peggiore). 

Prigioniero di una maledizione eterna, ecco Vlad/Dracula raccontare la sua storia a un avvocato che bussa alla sua porta nel castello in Transilvania mentre un prete (Christoph Waltz) gli da la caccia e una schiera di vampiresse (guidata dall’ottima Matilda De Angelis) gira il mondo cercando Elisabetta

Tra spremute di sangue di topo e peste nera, tentati suicidi (Dio mi ha negato anche il diritto di morire dice Vlad) e pentimenti, un vecchio grammofono che fa risuonare dolci melodie, suore vampirizzate, e la ricerca di un elisir d’amore (stupefacente l’entrata di Vlad al ballo di corte a Versailles nella Parigi della Belle Epoque), il Dracula di Besson viaggia spedito tra horror espressionista e melodramma gotico in un tripudio di effetti e colori (magnifico l’arrivo al Grand Hotel parigino della De Angelis che poi con Mina, la nuova Elisabetta, entra nel labirinto degli orrori). 

Fantastico il make up di Dracula (4 ore di trucco al giorno per l’attore) spaventoso e struggente allo stesso tempo. Una visionaria elegia d’autore sul dolore e sull’amore che sfida il tempo. Perché in fondo eternità significa amare per sempre. Magari sotto forma di una nuvola in viaggio. 


In sala dal 29 ottobre distribuito da Lucky Red  


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