Silence da realizzare tra Taiwan e il Giappone, con le facce di Andrew Garfield e Ken Watanabesi ispira a un dramma storico basato sulla vera storia dei due predicatori gesuiti che nel XVII secolo sfidarono lo shogun Tokugawa, il quale voleva bandire ogni influsso occidentale dal Giappone e diede inizio a una serie di feroci persecuzioni. Ma la croisette in queste ore si prepara a un altro sbarco eccellente, quello di Simon LeBon. Il leader dei Duran Duran, insieme con Shirley Bassey e Ellie Goulding sarà la star di punta dell’ormai immancabile gala anti-Aids dell’AmFAR a Cannes. Una bella rivincita per la pop band inglese che di recente e’ stata filmata in un concerto dal vivo addirittura da David Lynch: il film, che e’ in proiezione al Marche’ du Film, avra’ un’uscita digitale sugli schermi di mezzo mondo.
Intanto, né Baz Luhrman né Leonardo DiCaprio si mostrano preoccupati del gelo con cui stamani è stato accolto Il Grande Gatsby alla proiezione per la stampa. ’’L’unica cosa che conta in questo viaggio insieme cominciato con Romeo+Giulietta e proseguito con Il Grande Gatsby, e’ che non e’ ancora finito - dicono all’unisono regista e attore - un altro film che si potrebbe fare? Casablanca’’. E sul fronte polemiche italiane, a Festival neanche iniziato già si innescano le prime scaramucce tricolori. La grande bellezza di Paolo Sorrentino, unico film italiano in concorso, potrebbe andare incontro ad un’accusa di ’plagio’ da parte di Umberto Pizzi, decano dei fotografi ingiustamente bollati come paparazzi, che dalle colonne del settimanale Oggi avrebbe già dato sfogo alla sua amarezza.
Il film di Sorrentino è incentrato sulla Roma cafona dell’ultimo ventennio, ripresa proprio da Pizzi insieme a Roberto D’Agostino (Dagospia, ndr) nel libro fotografico Cafonal.
"Io sono un critico di costume. Sorrentino è un regista, se ha condiviso delle idee non ci posso far niente, le idee sono libere. Ma se nel film ci sono immagini che richiamano i miei libri, saranno cavoli amari. Ho già parlato con un esperto di diritto d’autore". Così Umberto Pizzi, non ci resta che attendere (Fonte Ansa e Yahoocinema)