Perfetto evento per un’edizione che molto guarda al cinema hollywoodiano, con tanto di Steven Spielberg a presiedere e di Audrey Tautou, indimenticata Amelie, nei panni di madrina. Protagonista potente in un film dalla regia già molto discussa negli States, per gli eccessi,per il suo essere, scrive il Guardian, "incredibilmente pesante e poco strutturato" ma anche perchè Luhrmann rifà se stesso indefessamente. Ma lui non si scompone: “Ero già stato stroncato con ’Romeo e Giulietta’, poi con ’Moulin Rouge’. Sapevo che ci sarebbero state reazioni miste – commenta con i giornalisti - del resto anche Fitzgerald quando uscì il libro fu definito un clown. Quello che mi interessa è che il pubblico vada a vedere e ami questo film. E nel primo fine settimana, malgrado l’uscita con blockbuster d’azione estivi, c’è stata una ottima risposta. Poi il film è anche piaciuto alla nipote di Fitzgerald e per me tanto basta”.
Come che sia tutti gli applausi sono per lui, protagonista irresistibile (forse anche più del Robert Redford che interpretò Gatsby nell’adattamento del ’74) in questo tentativo di inserire quella storia e quell’America nella contemporaneità, di creare un parallelo tra quegli anni Venti e l’oggi, tra quegli anni a un passo dal precipizio della crisi del ’29 e il precipizio economico della crisi di oggi, ma per DiCaprio un’occasione unica in un film molto ambizioso. Come oggi racconta: “Avevo però un certo timore perchè parliamo di un libro in cui sta l’essenza del sogno americano e che è un classico assoluto, per di più parliamo di un uomo che vive tra il boom degli anni ’20 e la crisi del ’29 che sta arrivando,i n un momento di svolta che molto somiglia al periodo che stiamo vivendo”.
Così l’attore che però dalla malinconia lacerante e dalle solitudine senza appello di Gatsby è lontanissimo: “Non capisco la sua solitudine, ho un approccio del tutto diverso al mondo. Non mi capita di sentirmi solo perchè sono sempre in moto, pieno di interessi e di amici, credo fortemente nelle mie battaglie e nelle mie scelte, credo anche nelle persone e vivo molto di passioni”. E se gli si chiede in che modo ha pensato all’amore entrando nei panni di Gatsby risponde:“A un amore di cui si ha bisogno per sentirsi vivi ma un amore che è illusione come quasi tutto nella vita di Gatsby che è un sognatore inguaribile”.