Presentazione ufficiale stamani al cinema Massimo di Torino per Paolo Virzì, che ha raccontato a giornalisti e addetti ai lavori come sara’ la trentunesima edizione del festival torinese. Il Torino Film Festival "tentera’ di realizzare in nove giorni l’utopia di un cinema senza confini, dove lo spettacolo e l’intrattenimento popolare abitano nello stesso luogo dei percorsi d’autore, un festival caldo e accogliente per gli artisti che accoglieremo". Tra le principali novita’, la retrospettiva dedicata alla New Hollywood che sara’ curata da Emanuela Martini e che presentera’, nell’arco di due edizioni del festival, circa ottanta film americani realizzati tra 1967 e il 1976.
Ci sara’ anche un breve ciclo di film italiani degli ultimi vent’anni, la cui proiezione sara’ accompagnata da un incontro con gli autori. Una seconda retrospettiva sara’ dedicata a un cineasta italiano recente. Secondo Virzi’, che tra pochi giorni comincera’ le riprese del suo nuovo film, il Festival di Torino sara’ una kermesse per gli spettatori: "Perche’ il festival sia davvero una festa, da un lato abbiamo il progetto di rilanciare il Premio del pubblico, nel quale gli spettatori saranno invitati a votare i film e dall’altro stiamo studiando la maniera con cui dare risalto affettuoso al pubblico al momento dell’ingresso degli ospiti in sala, attraverso una formula nuova, spettacolare e informale".
Virzi’ ha anche spiegato che il suo sara’ "un festival 2.0, fruibile dagli utenti del web e continuamente connesso". La 31ª edizione sarà in programma dal 22 al 30 novembre, e a partire dal 2013 ogni anno una personalità del cinema internazionale diventerà Guest Director del festival e curerà personalmente una sezione specifica. Il neo direttore, oltre a lavorare per andare nella direzione di una festa del cinema («Perché il festival di Torino sia davvero una festa») ha aperto ipotesi di collaborazione con il Dams di Torino, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e con il Teatro Stabile di Torino.
"Voglio molto bene al Tff - ha detto il neo direttore - perche’ e’ sempre stata una realta’ importante, un modello da seguire. Il fatto che in tempo di crisi abbia incrementato gli spettatori, e’ segno di un grande successo meritato". Per quanto riguarda le difficoltà della kermesse romana, invece, il regista si è detto dispiaciuto. "Voglio bene al Festival di Roma che nel 2006, al suo primo anno, presento’ anche un mio film e mi spiace molto se il festival si trova in difficolta’. Gli faccio i miei piu’ sinceri auguri perche’ li possa superare. Ben vengano tutti i festival e i luoghi dove si fa cultura, perche’ il nostro paese ha un grande bisogno di occasioni di arte e di cultura nelle quali ci si puo’ raccontare". (Fonte Ansa, Agis)