Invece del mondo incantato di fate e fatine, la Roma imperiale. Invece delle Winx, il piccolo Timo rimasto orfano dopo la terribile eruzione di Pompei, adottato dal generale Chirone e cresciuto nell’Accademia di Gladiatori più famosa di Roma. Dovrebbe essere, la sua, la storia di un grande eroe ma la vita da gladiatore non fa proprio per Timo, la cui unica aspirazione è spassarsela con gli amici Ciccius e Mauritius, sfuggendo alle bizzarre sessioni di allenamento del suo patrigno. E’ da qui che parte Gladiatori di Roma (da ottobre nei nostri cinema, con doppiatori che si chiamano Luca Argentero, Laura Chiatti e Belen Rodriguez), il cartoon con cui Iginio Straffi, papà delle Winx, si trasferisce dall’universo delle femminucce a quello dei maschi ma non solo.
Perchè questo vuole essere “il film per tutti e non solo in Italia”. Come lui spiega: “Solo dopo i successi dei due film delle Winx, che hanno permesso al nostro team di fare grossi passi in avanti in termini tecnici e artistici, mi sono convinto che avevamo finalmente raggiunto l’esperienza e le capacità necessarie per realizzare questo film. Una delle sfide maggiori di questo progetto è stata quella di trovare il quid giusto. Volevo rappresentare l’antica Roma come un periodo interessante, coinvolgente per tutti e non solo per gli italiani ovviamente. Per questo motivo, ho pensato ai Gladiatori fin dal primo momento”.
Ma qual è il rapporto tra Gladiatori e Winx?
“Non ho alcuna difficoltà a confidarvi che Gladiatori di Roma è il progetto più impegnativo e al tempo stesso uno dei più stimolanti della storia della Rainbow. Fin dalla nascita avevo in mente di realizzare un lungometraggio con un’idea forte alla base, capace di superare i confini del Paese in cui sono nato, e arrivare a tutti. Ora spero di riuscirci, mentre per le Winx si trattava sempre di valutare un target preciso”.
Così Straffi ma non aspettatevi nulla dell’appena visto al cinema (sia pure in versione animata) tra corpi perfetti e vincitori assicurati : “I miei Gladiatori - assicura Straffi - sono uomini veri, molto spesso impacciati e maldestri, e proprio per questo ancora più capaci di fare breccia nel cuore dell’audience. A partire da Timo, il protagonista assoluto di questo film, gladiatore non per vocazione ma per necessità".
"Timo rappresenta il tipico adolescente indolente, che non ha chiari obiettivi nella propria vita, che si lascia andare, convinto che tutto ciò che deve fare vada oltre le proprie possibilità. Almeno finché non incontra nuovamente l’amore della sua giovinezza, la dolcissima Lucilla. E allora qualcosa si riaccende in lui, qualcosa che lo spinge a migliorarsi, a cambiare, a diventare un vero gladiatore che in questo caso significa un vero uomo”.
Ma non solo il nostro protagonista non ha nulla dei combattenti superuomini visti molto spesso su grande e piccolo schermo. Anche intorno a lui c’è una folla di personaggi alla costante ricerca di sè, travolti in esilaranti vicende che esaltano i loro limiti, i loro difetti. Limiti per poter migliorare. Limiti in cui tutti possono più o meno ritrovarsi.
Cosa aspettarsi? Per Straffi non c’è dubbio: “La scelta allontanarmi da un brand affermato come quello delle Winx, di ambientare il film in uno dei periodi della nostra Storia che ha dato così tanto al mondo in termini di cultura e civiltà nasce dalla voglia di dimostrare che uno studio d’animazione italiano è ormai pronto a confrontarsi con le principali major dei mercati esteri grazie ad un prodotto forte e di qualità; io mi aspetto che questo mio sogno diventi realtà”.