Là-bas in francese è poco più di un intercalare. Vuol dire laggiù. Ma gli africani dicono là-bas anche quando parlano dell’Europa, dove sono andati, in cerca di fortuna o per disperazione, i loro cari ed amici. Dicono là-bas per dire altrove, a sud o a nord non ha importanza, vuol dire semplicemente lontano.
Castel Volturno, circa trenta chilometri da Napoli. È il 18 settembre 2008. Un commando di camorristi irrompe in una sartoria di immigrati africani. Sparano all’impazzata un centinaio di proiettili, ammazzando sei ragazzi di colore e ferendone un altro gravemente.
Yussouf, un giovane immigrato, ha deciso quella stessa sera di chiudere i conti con suo zio Moses. L’uomo che lo ha convinto a venire in Italia. Promettendogli un futuro da onesto artigiano e trasformandolo invece nel cinico gestore di un giro milionario di cocaina.
Invischiati nella loro storia, un altro ragazzo africano, Germain, finito per caso nel luogo della strage; la sua ragazza Asetù, che quella stessa sera canterà in pubblico una canzone di Miriam Makeba; Suad, una prostituta che Yussouf sogna di riscattare dai suoi padroni.
Ambientata nella “più africana tra le città europee” (Roberto Saviano), Là-Bas è una storia dove fiction e verità confondono i propri percorsi. Il romanzo criminale di un ragazzo dei nostri tempi, intrapreso e vissuto per il solo gusto della sopravvivenza.
Là-Bas è stato presentato, in prima mondiale, nell’ambito della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia / 26. Settimana Internazionale della Critica dove il film ha vinto il Leone del Futuro - Premio Opera Prima Luigi De Laurentis.
Libreria del Cinema, v dei Fienaroli 31d - Roma (Trastevere)
Tel. 065817724