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giovedì 2 febbraio 2012
di Cristina Giovannini
HUGO CABRET
Un omaggio alla Settima Arte, e a Melies, che solo un maestro come Scorsese poteva realizzare
Uno straordinario e suggestivo viaggio onirico attraverso un mondo magico che rende omaggio alla grandezza di Georges Melies, regista e illusionista inventore dei primi effetti speciali. Commuove ed emoziona questa operazione di grande cinema che solo a Martin Scorsese poteva riuscire così bene: Hugo Cabret, suo primo film in 3D, è stato ispirato da La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, a metà strada tra il romanzo e la graphic novel, dello scrittore per l’infanzia Brian Selznick autore anche delle illustrazioni

Uno straordinario  e suggestivo viaggio onirico attraverso un mondo magico che rende omaggio alla grandezza di Georges Melies, regista e illusionista inventore dei primi effetti speciali. Commuove ed emoziona questa operazione di grande cinema che solo a Martin Scorsese poteva riuscire così bene: Hugo Cabret, suo primo film in 3D, è stato ispirato da La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, a metà strada tra il romanzo e la graphic novel, dello scrittore per l’infanzia Brian Selznick autore anche delle illustrazioni. Pubblicato nel 2007 il libro è diventato subito un bestseller di grande successo, vincendo una serie di importanti riconoscimenti. 

Vi si narra la storia, ambientata negli anni ’30, di un ragazzino Hugo che vive nascosto nella stazione di Parigi. Il padre, morto in un incendio gli ha lasciato solo un automa meccanico cui è legato un segreto. Hugo, che ha una particolare abilità nell’aggiustare meccanismi, si occupa della manutenzione degli orologi della stazione di cui conosce tutti i meandri e le vie di fuga che gli consentono di eludere la ferrea sorveglianza del temibile Ispettore Ferroviario. Finchè il suo destino non si incrocia con quello del giocattolaio papà George, un uomo triste e taciturno che nasconde un passato glorioso, e della nipote di questi Isabelle.

Dopo aver letto il libro insieme alla figlia minore, Scorsese ha sentito una tale affinità con la storia di questo ragazzino fatta di solitudine e creatività da attivarsi subito per cercare di realizzarla sul grande schermo. Impresa non facile sia per la stringatezza della vicenda che bisognava in qualche modo ampliare per esigenze cinematografiche (grazie al contributo dello sceneggiatore John Logan), sia per il rischio di scadere in un film per ragazzi.
Ne è nato invece un film bizzarro, accattivante, romantico, poetico adatto a ogni tipo di pubblico con cui Scorsese rende onore a George Melies artista geniale, pioniere e vero padre della cinematografia.

Il film, in fondo, è qualcosa di più dell’avventura di un ragazzino determinato: il suo tema centrale è la riscoperta e la riaffermazione di un autentico artista dei primordi del cinema.
Grazie a una serie di flashback assistiamo all’intero arco della strabiliante carriera di Melies: dai suoi esordi come illusionista all’avvio della sua attività cinematografica; le prime macchine da presa, i proiettori, i primi effetti speciali sono tutti frutto di un’inesauribile inventiva, ed è ancora tutto ciò che ancora oggi viene utilizzato al cinema. Il suo capolavoro Voyage dans la lune fu girato nel 1902 e fino al 1914, esplorando i generi più svariati, realizzò 500 film; non senza fatica Scorsese ha dovuto selezionarne alcuni per le scene in cui mostra l’artista intento a girare senza perdere d’occhio le sue priorità :autenticità e accuratezza. Così è stato riprodotto  fedelmente ogni aspetto dei film di Melies: dai movimenti degli attori, ai costumi, alle luci e agli effetti.

Poiché Melies non riuscì a stare al passo con i progressi della cinematografia, allo scoppio della prima guerra mondiale la sua fama sbiadì; fu costretto ad abbandonare il suo studio, bruciò set e costumi e negli anni ’20 si ritirò a lavorare in un negozio di giocattoli alla Gare Montparnasse. Ed è qui cha la storia vera si intreccia con quella di finzione…
Con Hugo Cabret Scorsese firma il suo tributo d’amore per il cinema, forma d’arte cui ha dedicato la vita diventandone uno dei più insigni rappresentanti.

Imponente il cast tra cui il grande Ben Kinsley (Gandhi, La casa di sabbia e nebbia, Shutter Island) perfetto nel ruolo di papà George; il giovane Asa Butterfield (Il ragazzo con il pigiama a righe) che è Hugo; Sacha Baron Cohen (Borat) un divertentissimo Ispettore Ferroviario; Jude Law (Sherlock Holmes) il padre di Hugo; Emily Mortimer (Shutter Island) la dolce fioraia Lisette; Christopher Lee (Il signore degli anelli) che è il libraio della stazione.
Un elogio anche al lavoro certosino  del nostro Dante Ferretti scenografo di punta che ha supervisionato la costruzione del mondo di Hugo, alle decorazioni d’epoca della moglie Francesca Lo Schiavo, alla colonna sonora di musiche francesi degli anni ’30 composta da Howard Shore

Nelle sale dal 3 febbraio distribuito da 01

NOTE:
· Vincitore di un Golden Globe per la migliore regia il film è tra i favoriti all’Oscar essendosi aggiudicato ben 11 nominations.
· La maggior parte del film è stato girato presso gli Shepperton Studios in Inghilterra; la sala principale della stazione ha occupato l’intero teatro di posa.
· L’autore del romanzo è discendente del famoso produttore David O. Selznick.

 


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