Chi è quella giovane donna nascosta dietro enormi occhiali, capelli in disordine e un camice da cassiera in un supermarket della provincia americana? Guardare bene per credere: è Natalie Portman, dolcissima bellezza naturale che non ha paura di imbruttirsi e appesantirsi per la scena. E non è qui per caso. In questo Hesher è stato qui (presentato al Sundance nel 2010 e dal 27 sui nostri schermi) non recita soltanto ma fa la sua prima uscita da produttrice. Emozionatissima: “Ero davvero impaziente di lavorare assieme a Spencer Susser e sono emozionata per il fatto che Hesher è stato qui sia il primo film prodotto dalla mia società di produzione. Conosco Spencer da moltissimo tempo. E’ molto emozionante fare qualcosa in cui credo a livello artistico e che, allo stesso tempo, mi permette anche di lavorare assieme ai miei amici”.
E la produttrice Lucy Cooper racconta: “Erano alcuni anni che il film era in fase di produzione, poi finalmente Spencer ed io abbiamo ritenuto che la sceneggiatura fosse pronta. Natalie è stata la prima persona alla quale l’abbiamo mandata e lei ha accettato immediatamente di far parte del progetto, sia come produttrice che come interprete. Lei è stata il nostro eroe sotto ogni punto di vista”.
Così l’attrice che riappare sul grande schermo dopo la nascita del primo figlio (“E’ stato il mio ruolo più importante”) e sulla scia di un commento: “Mi piacerebbe trovare un punto di equilibrio tra la carriera da interprete e i miei progetti personali di produttrice e regista. Sarebbe straordinario se potessi portare avanti le carriere in maniera parallela alla maternità. Il cinema è importante, ma non come la vita”.
Di certo è pieno di vita questo film-storia di formazione ma come se ne vedono poche in giro, perché il suo motore è un anarchico senza tetto né legge che ’salva’ dal suo doloroso torpore il tredicenne T.J Forney che ha perso sua madre in un incidente e col padre si è trasferito dalla nonna per riprendersi dalla tragedia o cercare di sopravvivere in qualche modo. Ma non sarà questo ad aiutarlo. Sarà l’apparizione di Hesher che è un solitario. Odia il mondo e tutti quelli che ci vivono. Capelli lunghi e unti, baffi da bambino, sgualcita t-shirt dei Metallica, tattoos fatti in casa, malnutrito, fumatore accanito, vive in un furgone e arriva chissà da dove. E’ un combattente sempre e comunque, pericolosamente amante del fuoco e che ama far saltare in aria le cose.
Può un anarcoide del genere “salvare” dal dolore un ragazzino? Può, e vedrete come. “Incredibilmente è proprio Hesher che mostra a TJ e a Paul come stiano ignorando l’unico elemento positivo delle loro vite. Nonostante le loro palesi diversità, Hesher e la nonna fanno velocemente amicizia. Hesher è l’unico ad apprezzarla veramente in casa, riconoscendo la sua gentilezza e il suo amore. E’ l’unico capace di ascoltarla veramente” spiega il protagonista Joseph Gordon-Levitt che si chiede se il suo personaggio sia un angelo o un diavolo. E si risponde che è, come spesso accade, un po’ entrambe le cose: “Una cosa è chiara: sfugge a qualsiasi definizione. Ognuno ha una definizione differente di Hesher. Il suo personaggio non si presta ad alcuna definizione. E’ un folle. E’ qualcosa a metà tra un punk e un metallaro”.
La Portman concorda e rafforza: “Ad Hesher non importa affatto quello che gli altri pensano di lui. E’ volgare, è violento ed è ignorante. Incarna tutti i sentimenti che sta attraversando il ragazzino TJ. La passione di Hesher per la birra e la pornografia gli preclude la possibilità di essere il modello giusto per un ragazzino, ma solo lui è capace di penetrare la corazza di TJ. Lo spaventa a tal punto che il ragazzo non potrà mai spaventarsi più di così. Dice francamente a TJ che non può nascondersi di fronte alla realtà. Certe volte è talmente violento che TJ è costretto a provare di nuovo delle emozioni. E’ la manifestazione fisica di tutte le emozioni che TJ sta provando. Hesher permette a TJ di superare lentamente il torpore che si è impossessato della sua vita”.
Insomma chi è in realtà Hesher? E’ una rappresentazione della vita, o della morte? E’ un’immagine del passato o del futuro, della tragedia che è avvenuta o di una nuova vita che i protagonisti devono accettare? Dice la Portman: “Tutto quello che Hesher dice ha un doppio significato. E’ buono o cattivo? Non è facile rispondere”.
Del resto chi dice che un film deve dare risposte? Ciò che conta è che faccia domande".
Nelle sale dal 3 febbraio distribuito da Bolero Film.