“Come raccontare la storia di Ruggine? Posso partire dalle favole, che anche se le associamo ai bambini e ad un’età che vogliamo preservare come innocente, raccontano a volte storie terribili e spaventose; e come accade spesso nelle fiabe, in questa storia un gruppo di bambini incontra l’orco, l’uomo nero. È la storia di una battaglia contro il male assoluto che divora l’infanzia”. Così Daniele Gaglianone parla del suo film,oggi appena annunciata la sua presenza in Concorso alle Giornate degli Autori, prossima Mostra del Cinema di Venezia.
Tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Massaron e racconto di una banda di ragazzini meridionali in un desolato quartiere alla periferia di una grande città del Nord, in una terra di nessuno tra città e campagna, un grande deposito di rugginosi rottami metallici, castello immaginario del gioco e dell’avventura, dove compare, però, un altro mostro, in carne ed ossa. A interpretare il tutto Filippo Timi,(Foto n. 2), Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino (Foto n. 3).
Accanto a loro, alle Giornate ci saranno il documentario di Gianni Mina’ che tenta di fotografare Cuba nell’epoca di Obama, l’opera prima Io sono Li di Andrea Segre, il corto Di la’ del vetro di Andrea Di Bari, in cui lo scrittore Erri De Luca (Foto n. 4) debutta da protagonista al cinema, ma anche Dietro il buio di Giorgio Pressburger, viaggio (quasi) sovrannaturale di una moderna Euridice (Sarah Maestri, Foto n. 5) che si agita in una labirintica Casa di Riposo dalla quale il marito la vuole far uscire per riportarla alla vita normale.
Sono fra gli italiani dell’ottava edizione delle Giornate degli Autori, la sezione della Mostra di Venezia (31 agosto-10 settembre) organizzata da Anac e 100Autori. E, ovviamente, non sono soli. Neppure abbandonati, come la bottiglia con la pellicola dentro perduta su qualche battigia del logo.
Sono, infatti, ben 12 i lungometraggi della Selezione cui si aggiungono 3 Eventi Speciali, un cortometraggio d’apertura e 2 collaborazioni speciali; oltre che la vetrina di Spazio Aperto dedicata come sempre al documentario e alle produzioni indipendenti italiane.
Quale sapore nuovo in quest’annata? “La particolarità dell’anno – dice il Delegato Giorgio Gosetti – sta nell’accentuata polarizzazione del programma ufficiale: da un lato un folto numero di autori celebri come il cinese Lou Ye, esponente di punta della sesta generazione e spesso osteggiato in patria, l’italiano Daniele Gaglianone premiato un anno fa a Locarno, il francese Philippe Lioret atteso dopo il successo mondiale di Welcome, l’argentino Santiago Amigorena, il canadese Jean-Marc Vallée che le Giornate hanno tenuto a battesimo con C.R.A.Z.Y.".
"Dall’altro - prosegue Gosetti - un alto numero di opere prime (da Belgio, Brasile, Italia, Palestina, Polonia, Russia) che confermano l’attenzione di Venezia (in tutte le sue selezioni) verso il rinnovamento della creatività degli autori”.
Il tutto in cerca delle radici della memoria, intessendo ragnatele intorno alla trasformazione del tessuto sociale, alla violenza privata, all’abisso tra giustizia e verità, allo scontro di civiltà, temi ricorrenti di una selezione che mai come quest’anno fa posto alla creatività femminile con cinque autrici che si affacciano alla nostra ribalta e una folla di i personaggi femminili protagonisti assoluti delle storie narrate. E speriamo che sia femmina.