Un nervo ancora scoperto, un periodo della nostra storia che a 60 anni e più di distanza provoca ancora accese discussioni e contrastanti opinioni: il ruolo che la Chiesa di Roma ed il suo rappresentante in terra, l’allora Pontefice Pio XII ebbe (o non ebbe) nella tragedia delle persecuzioni ebraiche con le leggi razziali e poi con l’olocausto. Sotto il cielo di Roma, fiction in due puntate di RaiUno (questa sera e lunedì in prima serata), realizzata con la Lux Vide, propone una propria visione di quanto accadde a Roma dopo l’8 settembre, quando la guerra dalle trincee si trasferì nelle strade, insieme alla distruzione dei bombardamenti, alla fame ed alla paura della popolazione. Un’esperienza interessante ci dicono autori, produttori, attori e regista, ma piena di difficoltà e trappole. Come il racconto della misteriosa vicenda del mancato rapimento del Papa durante l’occupazione nazista tra il 1943 ed il 1944, episodio storico controverso di cui non si conoscono documenti ufficiali ma solo testimonianze (benché autorevoli) e il documento di abdicazione del Papa, già firmato, che doveva neutralizzare il potere che Hitler avrebbe avuto qualora fosse riuscito a portare a termine il sequestro del Pontefice.
La fiction, in ogni caso e per stessa ammissione dei suoi autori, non ha la pretesa di mettere una parola definitiva alla spinosa questione dell’apparente silenzio della Chiesa e del Papa sulla tragedia che il mondo stava vivendo. “Prudenza e intelligenza politica per impedire che la guerra travolgesse e distruggesse Roma e la sua popolazione. Pio XII ottenne che gli americani entrassero in città solo dopo il ritiro delle truppe tedesche, evitando che le strade diventassero campi di battaglia” è la lettura di Ettore Bernabei presidente della Lux e “uno dei pochi testimoni di quei tempi ormai tanto lontani” che sottolinea come il Pontefice fosse pienamente consapevole che la Storia non avrebbe capito e reso giustizia a quella che fu una decisione difficilissima e sofferta.
Ma passiamo alla fiction che, oltre quanto già detto, propone le storie di alcune famiglie ebree; in particolare, di tre ragazzi - Miriam, Davide e Marco - che intrecciano le loro vite tra amicizia e amore mentre tutto intorno una delle maggiori tragedie umane del Novecento si va consumando.
Miriam è Alessandra Mastronardi, ben lontana dal ruolo di Eva che l’ha resa famosa ne I Cesaroni: “Dopo la morte della madre vive con il papà ed il fratellino nel Ghetto. Miriam è una ragazza normale che frequenta l’Università fino a quando le leggi razziali la costringono a lasciare gli studi. Ha solo 20 anni ma il dolore la farà diventare grande in fretta. Conoscevo già alcuni aspetti della storia degli ebrei romani che ho approfondito con visite e conoscenze dirette dei sopravvissuti quando, nei miei anni di liceo al Tasso, ho partecipato al progetto sulla memoria dell’allora sindaco Veltroni. Ricordo che persino Steven Spielberg si interessò ai dati e alle testimonianze da noi raccolte nei viaggi e nelle visite nei campi di concentramento. Però non sapevo molto della storia di Pio XII, un aspetto della storia di Roma di quegli anni che non era emerso dalle nostre ricerche al liceo. Non sapevo ad esempio del grandissimo numero di persone che avevano trovato rifugio e salvezza nelle chiese e penso che questo film possa dare un contributo per una visione più ampia di un problema tanto complesso”.
Ettore Bassi, che dopo Kaspar Capparoni sarà il nuovo interprete ‘umano’ del Rex italiano, è Marco: “Sono un ragazzo apparentemente fragile che di fronte ad una tragedia universale come quella della guerra trova una forza ed un carattere insospettabili. L’amicizia di Miriam e quella di Davide (l’attore Marco Foschi) sono il valore aggiunto di un personaggio al quale ho cercato di dare emozioni e verità pensando a lui come al prototipo di tutti quei ragazzi che la guerra ha strappato alla loro giovinezza. Smarrimento e coraggio definiscono il personaggio di Marco”.
In attesa di rivederlo nei panni dell’irresistibile Mimì Augello a fianco del collega Montalbano, Cesare Bocci è invece Monsignor Montini, futuro Papa Paolo VI. “Chissà dov’è la verità in tutta questa dolorosa vicenda, forse dietro ad un angolo oscuro. Ma non è questa l’intenzione del film. Si rappresentano qui tutte le voci, gli ebrei del Ghetto, il popolo di Roma e la Chiesa. Quanto al mio personaggio, stretto collaboratore del Papa, mi ha dato la possibilità di conoscere due figure storiche come Montini e Pio XII”.
Scritto da Fabrizio Bettelli e Francesco Arlanch su soggetto dello stesso Bertelli ed interpretato dall’americano James Cromwell nel ruolo di Pio XII Sotto il cielo di Roma è diretto dal canadese Christian Duguay (già regista per la Rai di Sant’Agostino e Coco Chanel) che sottolinea di aver accettato il progetto “per un’approfondita conoscenza sul periodo ed i suoi protagonisti. Ho girato una miniserie su Hitler (Hitler: The Rise Of Evil, con Robert Carlyle) un personaggio che conosco bene. Ho immaginato perciò il dilemma di un uomo che era anche Papa nel dover affrontare il comportamento di un mostro in un momento tanto drammatico”.
Basata su un ampio lavoro di documentazione e con la consulenza di un gruppo di esperti la fiction si ripromette, almeno nelle intenzioni dei suoi autori e realizzatori, di non esprimere giudizi ma di raccontare un pezzo della nostra storia nella maniera più obiettiva possibile.
Ci sono riusciti?
“Siamo scrittori, non storici - dice Bertelli e ribadisce che - nessuno aveva qui la pretesa di inserirsi in un dibattito storico, politico e ideologico che dagli anni ‘60 in poi ritorna ciclicamente ad investire con giudizi diversi la figura di Pio XII".
Qualcuno scriverà mai la parola fine su questa storia?
“Non credo. Noi, oltre al lavoro di documentazione, abbiamo sentito la necessità etica e tecnica di un distacco dalla materia avventurandoci su una strada che sapevamo irta di pericoli. Abbiamo cercato anche di rappresentare le ragioni di tutti, la comunità ebraica, la Curia ed il Papa senza dimenticare il ‘convitato di pietra’, ovvero l’esercito tedesco e la violenza della guerra”