Ottocento, opera popolare sul martirio di Otranto, è l’evento speciale della seconda edizione del Josp Fest, il Festival internazionale degli Itinerari dello Spirito, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi, organo della Santa Sede, che si svolgerà alla Nuova Fiera di Roma dal 14 al 17 gennaio.
Lo spettacolo, invece, promosso dalla Regione Puglia Assessorato al Turismo, sarà rappresentato venerdi 15 gennaio alle ore 21.00 presso l’Auditorium Conciliazione di Roma (via della Conciliazione), con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Si tratta della trascrizione scenica del libro di Maria Corti L’ora di tutti che narra il drammatico assedio di Otranto del 1480 da parte dei Turchi e la decapitazione di ottocento uomini della città salentina che rifiutarono di convertirsi alla religione islamica. L’opera - rappresentata in prima assoluta ad Otranto il 7,8 e 9 agosto 2009 (ed a cui le immagini si riferiscono) - è uno spettacolo metafisico che mostra un Salento nuovo ed enigmatico, l’esplorazione di un mondo arcaico senza tempo, un quadro che come per incantesimo mette insieme attori e pubblico protagonisti di un dramma avventuroso. Otranto è ricostruita come luogo, non solo della memoria, ma della fantasia, architettonicamente immaginaria, ma inerente alla ricostruzione di un fatto che è avvenuto e ricreato nelle emozioni. Non si ha paura dei turchi ma si può aver paura dell’invasione, del nuovo, di quello che potrebbe essere anche più evoluto e potrebbe modificare la nostra vita, costringerci in prigionia, o forse ucciderci. Legheremo alle storie dei protagonisti le nostre voluttà, miserie e paure. Riusciremmo a restare noi stessi con i nostri valori, in una situazione così drammatica? E se avessimo solo un’ora, la nostra ultima ora?
Lo spettacolo procede con un soggetto essenzialmente recitato e con parti cantate da solisti e coro. Non lo definiamo un musical perché il soggetto con tragico epilogo non può essere tradotto attraverso gli stilemi del musical o della commedia musicale italiana; ma la comprensione dei testi, recitati e cantati, la facile comunicazione ideata per un pubblico ampio, inquadra lo spettacolo nel genere opera popolare compresa da tutti.
La supervisione artistica è di Franco Battiato, le musiche di Francesco Libetta, gli arrangiamenti di Angelo Privitera, collaboratore più stretto di Battiato per la composizione dei suoi brani. Le musiche verranno eseguite dal vivo da un ensemble formato da alcuni tra i più apprezzati musicisti pugliesi, il coro è interprete del popolo otrantino, dei turchi saraceni, dei soldati spagnoli, dei frati del Convento di Casole. La regia di Fredy Franzutti, le coreografie del Balletto del Sud sono una sintesi di tradizione popolare, accademismo formale, elementi di danze orientali. Gli attori sono tutti giovani sotto i 30 anni selezionati in una apposita audizione. Le scene sono realizzate con speciali videoproiettori che riproducono sulle grandi mura del castello una scenografia virtuale ispirata alle opere pittoriche di Nino Della Notte, uno dei più grandi pittori-poeti salentini che ha saputo raccontare un Salento nuovo carico di suggestioni.
Ottocento (prodotto da Comune di Otranto e Farm con il sostegno della Regione Puglia - assessorato al Turismo) coglie la componente realista e lo spirito avventuroso della vicenda attraverso le sonorità di un’opera popolare che tra parti recitate, brani cantati e coreografie ridà vita ad una storia che pochi conoscono.
“L’icona dei martiri di Otranto - ha detto più volte Franco Battiato - non è uno strumento per rappresentare lo scontro di civiltà. Il contatto tra popoli deve essere sempre occasione di scambio di conoscenze e contaminazione. Un banco di prova per superare la paura del nuovo e del diverso”.
L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.