L’attore, che ha ora sporto denuncia alla Questura, ha dichiarato di avere forti sospetti sulla fonte di queste intimidazioni e che ne parlerà a tempo debito alla magistratura.
A denunciare pubblicamente l’intimidazione ricevuta da Ghini è la Cgil, il sindacato di cui l’attore è rappresentante.
Membro del Consiglio di amministrazione dell’Imaie (attualmente, lo ricordiamo, l’Istituto è in via di scioglimento e si trova sotto il controllo dei commissari liquidatori a seguito del pronunciamento della Procura della Repubblica di Roma), Ghini aveva sollevato le sue perplessità sulla gestione dell’Istituto, parlando non solo di carenze organizzative ma anche di operazioni poco chiare.
Ed anche i giornalisti cinematografici, con il Sindacato attori italiani, esprimono solidarietà a Massimo Ghini dopo le minacce telefoniche ricevute nei giorni scorsi. L’episodio è tanto più inquietante, afferma una nota del Sindacato, in relazione al sospetto che le intimidazioni siano connesse alla vicenda dell’Imaie. Va ricordato che il Ministero, dopo la nomina dei liquidatori dell’Istituto, sta decidendo proprio in queste settimane su un possibile assetto futuro.
(Fonti varie)