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giovedì 1 ottobre 2009
di Cristina Giovannini
Whiteout - Incubo Bianco
Discreto action-thriller claustrofobico di Dominic Sena con protagonista il misterioso Antartide
Azione e suspense conditi da effetti speciali, splendide riprese aeree su estensioni di ghiaccio senza confine, l’Antartide bello ma terrificante come sfondo della vicenda. Non crea grandi aspettative ma nemmeno delude "Whiteout" diretto da Dominic Sena, regista votato ai film ‘di movimento’ per aver firmato in precedenza "Fuori in 60 secondi" e "Codice: Swordfish". Tratto dal romanzo grafico di Greg Rucka e Steve Lieber, il ’whiteout’ è un fenomeno tipico delle latitudini polari, ovvero il biancore che impedisce di distinguere l’orizzonte

Azione e suspense conditi da effetti speciali, splendide riprese aeree su estensioni di ghiaccio senza confine, l’Antartide bello ma terrificante come sfondo della vicenda.
Non crea grandi aspettative ma nemmeno delude Whiteout diretto da Dominic Sena, regista votato ai film ‘di movimento’ per aver firmato in precedenza Fuori in 60 secondi e Codice: Swordfish.
Tratto dal romanzo grafico di Greg Rucka e Steve Lieber, il whiteout è un fenomeno tipico delle latitudini polari, ovvero il biancore che impedisce di distinguere la linea dell’orizzonte ed è la prima volta che viene portato sullo schermo, quasi a contendersi il ruolo da protagonista, insieme al nutrito cast che annovera una convincente Kate Beckinsale (Pearl Harbor, Val Helsing, Underworld) nel ruolo principale affiancata da Tom Skerritt (Alien, Top Gun, Contact), l’aitante Gabriel Macht (Una canzone per Bobby Long, Le regole del sospetto), e Columbus Shorty (Save the last dance 2).

Ma veniamo alla storia. L’agente federale Carrie Stetko è confinata da due anni nella base americana Amudsen-Scott in Antartide; come sia finita lì e perché lo scopriamo poco a poco con dei flash-back sul suo passato. In procinto di ripartire verso latitudini più vivibili, ecco che un cadavere viene rinvenuto sul ghiaccio. E’ quello di un geologo americano, membro di una piccola squadra che studia frammenti di meteoriti. La sua morte, le ferite sul suo corpo ed il luogo del rinvenimento del cadavere sono un mistero. Man mano che le indagini di Carrie proseguono, la vicenda si infittisce con il ritrovamento della carcassa di un vecchio aereo russo con cadaveri congelati annessi ed il sospetto che trasportasse materiale radioattivo. Nel mentre arriva un investigatore che deve affiancare la donna nelle indagini (cosa che non viene ben accetta), si verificano altri delitti e compare un misterioso ed efferato assassino armato di piccozza. Altro non possiamo svelare.
 
Non ho scelto un approccio stilizzato, ma realistico, dichiara il regista Dominic Sena. L’Antartide è un luogo spietato ed il bianco assoluto un fenomeno formidabile; quando avviene non riesci a vedere a un metro di distanza e la tua aspettativa di vita è di pochi minuti. L’idea era di trasportare il pubblico in Antartide. Volevamo che sentisse il freddo, la paura, il desiderio di sopravvivere in un ambiente ostile
Bisogna riconoscere che, almeno da questo punto di vista, l’operazione risulta riuscita.
Whiteout è un action-thriller claustrofobico e a tratti opprimente, con un buon ritmo generale, prevedibile in molte situazioni, ripetitivo (inevitabile visto la scarna ambientazione) nelle due scene clou di azione in cui Carrie, prima da sola e poi affiancata dall’investigatore Pryce, deve fronteggiare la furia omicida del cattivo di turno sotto una terribile tempesta di vento e neve.
Comunque un merito del film è di farci intuire, a caso risolto, che tra l’agente Stetko e l’investigatore Pryce i rapporti non rimarranno confinati solo all’ambito professionale. Vale a dire l’averci risparmiato il solito, scontato happy ending.

Nelle sale dal 2 ottobre distribuito da Warner Bros in 115 copie.

Curiosità:
*
L’Antartide è il continente più isolato della terra dove la natura non ha previsto che si sopravvivesse. Sono sei milioni di miglia quadrati di solo ghiaccio a 90 gradi di latitudine Sud e 0 gradi di longitudine Est. L’oscurità dura sei mesi e le temperature scendono fino a -120 con venti che soffiano a 100 miglia all’ora. In compenso, le aurore boreali sono uno spettacolo indimenticabile.
* Gli esterni sono stati girati in Canada in un terreno privato che si affaccia sul lago Manitoba: una zona sufficientemente fredda da far sentire al cast ed alla troupe questo elemento caratterizzante della storia ed imparare a rispettare il whiteout.                       .
* Ci sono stati numerosi problemi logistici: dai camion che finivano fuori strada o bloccati dalla neve ad attrezzature che si ghiacciavano, cavi che si spezzavano, vento che buttava giù pareti appena messe in opera e generatori che saltavano. Il regista e il direttore della fotografia Chris Soos hanno dovuto proteggere le machine da presa dal gelo con speciali unità di riscaldamento.
* La produzione si è poi trasferita nei teatri di posa di Montreal per girare gli interni, trasportando tutte le parti del set che poi sarebbero state ricomposte come un gigantesco puzzle e sono stati usati ventilatori giganti per ricoprirle di neve artificiale.
* La squadra degli effetti speciali ha creato vari tipi di neve: leggera o sotto forma di lenzuolo bianco per lo sfondo, altra con delle impronte ed altra per farla cadere sugli attori, poi sono state usate 120 tonnellate di sabbia, ricoperte da 12 tonnellate di sale per creare dei cumuli. Ma è stata la neve artificiale a creare le maggiori difficoltà perché aderiva alla pelle.


Links correlati
http://www.whiteoutmovie.com

 
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Foto Ufficio Stampa Warner Bros.

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