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domenica 2 novembre 2008
di Claudio Fontanini
Il ritorno di Montalbano
Da questa sera su RaiUno gli attesissimi nuovi episodi. Umanità, ironia, ma anche…tradimenti d’amore
L’attesa è finita. Torna da questa sera su RaiUno “Il commissario Montalbano”, la seguitissima serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e magnificamente interpretata da Luca Zingaretti. Ai 14 film trasmessi finora - s’iniziò su RaiDue nel 1999 - si aggiungono così altre quattro puntate (“La vampata d’agosto” (stasera alle 21,10), “Le ali della sfinge” (il 3 novembre), “La pista di sabbia” (il 10) e “La luna di carta” (il 17), che vedranno il personaggio nato dalla penna dello scrittore siciliano alle prese con cadaveri ritrovati

L’attesa è finita. Torna da questa sera su RaiUno Il commissario Montalbano, la seguitissima serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e magnificamente interpretata da Luca Zingaretti.
Ai 14 film trasmessi finora - s’iniziò su RaiDue nel 1999 - si
aggiungono così altre quattro puntate (La vampata d’agosto, questa sera alle 21,10, Le ali della sfinge (il 3 novembre), La pista di sabbia (il 10) e La luna di carta (il 17), che vedranno il personaggio nato dalla penna dello scrittore siciliano alle prese con cadaveri ritrovati, storie di droga, immigrazione clandestina, corse di cavalli truccate e prostituzione. Sempre con quell’umanità e quell’ironia che ne hanno fatto uno dei personaggi più amati del piccolo schermo (si calcola che tra originali e repliche ogni episodio sia stato visto da una media di 32 milioni di spettatori) ai quali stavolta va aggiunta una massiccia dose di malinconica riflessività.

“Tre anni fa dissi che non lo avrei più interpretato” confessa Zingaretti alla stampa “ma poi mi sono accorto di aver detto una stupidaggine. Col tempo mi sono reso conto che Montalbano mi mancava e con lui l’atmosfera che si respira sul set. Il contadino con la ricotta calda, il pane sfornato dalla masseria e la professionalità della troupe mi hanno convinto a tornare in pista”.
Montalbano è un personaggio in continuo divenire” continua l’attore
romano “visto che il suo autore continua a scrivere. Per me è una sorta di amico lontano che si va piacevolmente ad incontrare una volta all’anno. Come mi disse Lina Wertmuller ‘la vita dura una mezzorata’ ed io ho voglia di divertirmi…” 

Che timori aveva prima di accettare?
“Le aspettative del pubblico, l’unica paura era deludere quelle attese; ma posso dire che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Questi film sono addirittura migliori dei precedenti”.

Prodotta con grande professionalità da RaiFiction (si gira in 35 mm., una rarità per la tv) e realizzata dalla Palomar Endemol di Carlo Degli Esposti, la nuova serie, diretta come sempre dall’eccellente Alberto Sironi, mette in scena, oltre al consueto stuolo di ottimi comprimari (Katharina Bohm, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo e Davide Lo Verde) una cinquina di donne fatali (Serena Rossi, Mandala Tayde, Pia Lanciotti, Antonia Liskova e Francesca Chillemi), capaci di far perdere la testa al protagonista ormai ai ferri corti con la sua storica fidanzata.
“In questi quattro film”
conferma Zingaretti “tradisco il mio amore
lontano, ma quello che succede è organico alla storia e non un colpo ad effetto. Stavolta Montalbano è un uomo più pensoso e solitario, pieno di angoli bui e debolezze e quindi pronto a crollare anche sul piano emotivo”. 

Qualcuno gli chiede come si comporterebbe oggi Montalbano con le scuole occupate e Zingaretti non si tira indietro.
Non entro nel merito della rivendicazione ma questi ragazzi mi
piacciono. In un mondo nel quale tutto è in vendita ed i maestri generazionali non esistono più, vederli lottare sotto la pioggia per un’idea mi dà speranza in un’Italia migliore”. 

Che rapporto ha con Camilleri? 
“Lo conosco da molto tempo, da quando, nell’83, insegnava regia televisiva in Accademia ed era uno straordinario affabulatore. Con lui c’è un rapporto di affettuosa stima reciproca. Siamo due timidi e non mi sento d’importunarlo per chiedergli consigli sul mio lavoro”.
Sul futuro di Montalbano, però, stavolta Zingaretti non pone limiti.
“Non dico più niente, io non ho preclusioni ma aspettiamo la risposta del pubblico. Non è bello andare a una festa se non si è invitati…”.


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