Verso il Darjeeling alla ricerca di se stessi. Dopo la nave e le esplorazioni marine dell’irrisolto Le avventure di Steve Zissou ecco il treno e l’India. Cambia mezzo di navigazione (geografica e umana) Wes Anderson ma lo stile e suoi autobiografici personaggi stralunati rimangono gli stessi. Succede anche in questo Il treno per il Darjeeling, surreale e pittoresca pellicola presentata in concorso all’ultimo Festival di Venezia ed interpretata ancora una volta dai suoi attori feticcio (Owen Wilson e Jason Schwartzman) ai quali si aggiunge stavolta l’ottimo Adrien Brody. Anticipato da un bel cortometraggio di 13’ con Schwartzman e Natalie Portman (una storia a sé, ma i qualche modo collegata al resto, bella idea) il film segue le vicende di tre fratelli americani che non si parlano da un anno (dalla morte del padre) e pianificano un viaggio in India alla ricerca di se stessi e della madre (Angelica Houston) nel frattempo diventata suora in un convento alle falde dell’Himalaya.
Diversi per indole e vissuto (uno, Wilson, ha appena tentato il suicidio e si presenta coperto in faccia da bende e cerotti, un’altro, Brody, è in crisi per l’imminente nascita di un figlio da un donna dalla quale credeva di dover divorziare, il terzo, Schwartzman, scrive romanzi d’invenzione infarciti di ricordi famigliari) i tre si dirigono verso il deserto del Rajasthan scoprendo un coloratissimo caleidoscopio di varia umanità. Antidolorifici senza prescrizione e spray al peperoncino, sbronze di sciroppi per la tosse e ingombranti valigie, confessioni a cuore aperto (“Mi chiedo se noi tre saremmo stati amici nella vita reale” dice amaramente Brody ai fratelli) e piume di pavone, seducenti hostess ed un irresistibile capotreno barbuto.
Scritto da Anderson con Roman Coppola e Jason Schwartzman, Il treno per il Darjeeling regala divertimento e poesia a colpi di grottesca comicità agrodolce e tenera spiritualità (il funerale del piccolo bambino al quale i tre sono chiamati a partecipare dopo l’inutile tentativo di salvarlo). Costumi di Milena Canonero, bella colonna sonora d’atmosfera e cammeo iniziale di Bill Murray che non riesce a salire sul treno in corsa superato dal nuovo arrivato Adrien Brody.
Nelle sale dal 30 aprile distribuito dalla Fox in 70 copie.