Tratto dal libro "Blackjack Club" di Ben Mezrich (Mondadori) e preceduto da un enorme successo in patria, arriva nelle sale italiane 21 di Robert Luketic interpretato dai giovani in ascesa Jim Sturgess e Kate Bosworth, assecondati dagli illustri e sempre efficaci Kevin Spacey (qui anche produttore) e Laurence Fishburne. Fra dramma di formazione ed avventura d’azione 21 conquisterà soprattutto un pubblico adolescente, diviso tra studi e sogni, tra impegno e voglia di (facile) successo.
Ben Campbell (Jim Sturgess) è un timido e brillante studente del M.I.T., considerato dagli altri il tipico secchione. Ma, dovendo pagarsi l’università, trova la soluzione nelle carte. Infatti, viene reclutato dal professor Micky Rosa (Kevin Spacey) per far parte del gruppo dei migliori studenti di matematica della scuola che si recano a Las Vegas ogni fine settimana, armati di false identità e delle doti necessarie per capovolgere le probabilità del blackjack a loro favore, quindi sbancare i casinò senza dare nell’occhio. Guidati dal prof di matematica, poco ortodosso e genio delle statistiche, gli studenti craccano il codice, contando le carte in anticipo e impiegando un intricato sistema di segnali.
Ma il successo di Ben incrina il rapporto tra gli studenti del gruppo e lui, sedotto dai soldi, dallo stile di vita di Las Vegas e dalla sua intelligente e sexy compagna Jill Taylor (Kate Bosworth), supera i limiti. E, nonostante contare le carte non sia illegale, finirà incastrato tra il prof, il responsabile della sicurezza e dell’organizzazione dei casinò Cole Williams (Laurence Fishburne). Ormai senza più nulla, inclusa la possibilità di venir ammesso all’università, Ben dovrà prendere una decisione per salvarsi da un completo fallimento.
Il film provvede, con una serie di false piste e colpi di scena, a condurci ad un finale dolce-amaro, facendo capire che quello che conta è l’esperienza e che con essa, nel bene e nel male, tutto trova una soluzione, anche se non sarà sempre quella sperata. La pellicola infatti - anche se può sembrare incredibile - è ispirata ad una storia vera accaduta negli anni Novanta, raccontata da Mezrich prima in un articolo sulla rivista Wired e poi in un romanzo che ha subito attirato l’attenzione di Spacey (e del coproduttore Dana Brunetti) che si chiede “Chi non vorrebbe andare a Las Vegas e fare una strage, non grazie alla fortuna, ma alla sua intelligenza?”.
“Ho amato la contrapposizione tra le vite di questi ragazzi a Boston, dove erano dei secchioni con delle matite nelle loro tasche, e quelle che conducevano a Las Vegas, dove potevano diventare chiunque volessero", dice ancora l’attore-produttore.
Il regista australiano - già autore di La rivincita delle bionde che,
quando ha pensato ad un film sulla vicenda, ha scoperto che Spacey aveva già acquistato i diritti - ribatte “A Las Vegas puoi essere chiunque. Dei geni del M.I.T. diventano delle rockstar e conquistano le chiavi della città. Hanno accesso a delle cose che la maggior parte di noi può solo sognare”.
La sceneggiatura di Peter Steinfeld ed Allan Loeb punta soprattutto sul contrasto, portandoci dalla mano di Ben dalla sobria e sacrificata vita da studente alla scatenata, colorata ed artificiale ’vacanza’ a Las Vegas, dal successo (ottenuto con i soldi) al fallimento totale (finisce per sacrificare gli amici veri e, in un certo senso, i sentimenti).
Gli altri studenti sono interpretati da Aaron Yoo (Choi), visto recentemente in Disturbia; Liza Lapira (Kianna), Jacob Pitts (Fisher), reduce - come il protagonista - del successo di Across the Universe; mentre i due amici (’sfigati’) di Ben sono Josh Gad (Miles) e Sam Golzari (Cam). Il terzo produttore, non ultimo, Michael De Luca, mentre i produttori esecutivi sono William S. Beasley, Brett Ratner e Ryan Kavanaugh. La fotografia è del premio Oscar Russell Carpenter (Titanic).
Nelle sale dal 18 aprile distribuito da Sony Pictures.
Curiosità:
Come funziona il conteggio delle carte
* In 21, gli osservatori fanno delle puntate basse, contando le carte e aspettando che il mazzo diventi ’caldo’, perché più figure rimangono, più è ’caldo’ il mazzo. Una volta che una figura appare sul tavolo, gli osservatori segnano mentalmente un -1. Le carte dal 2 al 6 sono un +1. I 7, gli 8 e i 9 sono carte neutre e non hanno valore.
* Una volta che il mazzo è ’caldo’, gli osservatori incrociano le braccia come segnale al grande giocatore. Lui arriva, mostra i suoi soldi e compie delle puntate alte con il mazzo ’caldo’, passando ad un altro tavolo quando le carte vengono mischiate. Gli osservatori segnalano con un codice al grande giocatore come è il conto. Quindi si tratta di un vero gioco di squadra con in testa il più bravo.
* In un altro film recente, Next, il protagonista gioca a blackjack, solo che lui prevede l’arrivo delle carte due minuti prima, grazie ai suoi poteri extrasensoriali.
* La matematica negli ultimi anni è entrata a far parte degli ’ingredienti’ delle storie raccontate sullo schermo, ma spesso per risolvere dei casi criminali come nel recente Oxford Murders, in cui si cita - come in 21 - la successione di (Leonardo) Fibonacci, oppure il serial tivù Numbers, per non parlare delle biografie di celebri matematici, tra cui A Beautiful Mind di Ron Howard.