“Questo spettacolo è, contemporaneamente, un urlo di gioia e una confessione involontaria del mio percorso umano e artistico. Scrivere il testo, ritrovandosi di fronte alla pagina, è stato come cercare di mettere nero su bianco l’impossibilità di realizzare uno show. Ecco, un po’ quello che capita quando ci si ingozza di antipasti e alla fine non si riesce a mangiare il piatto forte”.
Un Enrico Brignano ciarliero e sorridente anticipa i temi del suo nuovo spettacolo, Evviva!, una galoppata fuori dagli schemi della comicità che unisce l’istrionismo del one-man-show al colore del musical, passando per la satira al vetriolo che non risparmia nessuno. Sia che si parli di teatrino della politica, di guerra, di globalizzazione o del virus dei polli; sia che si rida a denti stretti con i guasti provocati dalla telefonia, dal digitale terrestre, dall’invasione dei blue-jeans cinesi, o dall’auditel.
Lo spettacolo, prodotto da Fabrizio Celestini & Andrea Maka col contributo della Provincia, debutta al Sistina il 1 novembre sotto l’egida del regista-patron Pietro Garinei. Scritto da Jaja Fiastri e Enrico Vaime, a quattro mani con Brignano e Mario Scaletta, Evviva! è arricchito dalle musiche del maestro Armando Trovajoli e dalle coreografie di Gino Landi. Le scene sono di Uberto Bertacca. Grazie al supporto finanziario della Provincia, che ha messo in cassa il gettone di centomila euro, è stato raggiunto un accordo secondo il quale i cittadini non residenti nella capitale, per tre serate, potranno assistere allo spettacolo del Sistina gratuitamente.
“La cosa divertente – spiega in proposito Brignano – è che noi attori siamo abituati ai ritmi del pubblico romano. Sappiamo quando arriverà l’applauso, su quale battuta. In provincia invece è diverso, la gente si appassiona più di un fanciullo e a teatro, magari, ci si va portandosi dietro le ciabatte, l’acqua e il panino. E’ un pubblico ingestibile che spesso ride fuori tempo e si imbarazza. Per me è un ritorno fuori degli schemi”.
I sogni mesti di un ragazzo di borgata, come dice lei, finalmente sono parcheggiati in piena ZTL: è stato difficile arrivare al Sistina?
“Direi, ma in questo teatro mi sono fatto le ossa. Facevo il suggeritore di Proietti nel monologo su Edmund Kean in Leggero leggero, primi anni novanta. Annusavo l’odore del palco dalla quinta. Mi ricordo che una sera Garinei mi scambiò per la versione nana di Proietti: entrò in sala durante la prova luci e mi beccò in proscenio, col costume di Kean accorciato dalla sarta, mentre ripetevo in sinc le battute del monologo”.
I suoi miti artistici sono Bramieri, Proietti, e Montesano. Di quest’ultimo si sussurra che lei sia l’erede artistico, è d’accordo?
“Forse. Lo richiamo solo perché anch’io mi chiamo Enrico, sono nato a Roma e come lui tifo Lazio. Enrico, poi, mi ha appena lasciato il palco del teatro (Montesano, infatti, ha appena concluso al Sistina le repliche del suo recital Nojo vulevon savuar…ancor, ndr) un po’ come i militari si lasciano la stecca”.
Canzoni, balletti, e comicità presa in prestito dalla vita di tutti i giorni, insomma un Brignano rinnovato sta scaldando i muscoli per “Evviva”: cosa deve aspettarsi il pubblico a parte il suo debutto di ballerino?
“Nessuno schema preconcetto. La mia impronta è la famiglia, è questo il segno forte dello show perché i valori familiari stanno diventando un valore diluito”.
Nel sottofinale si sparlerà di audience: sta forse rinnegando il mezzo che le ha regalato la popolarità?
“Per carità no, anche se da attore oggi ci penserei su prima di accettare un’ospitata: sbagliare trasmissione è un rischio. Il piccolo schermo sforna programmi soporiferi, ma lo trovo utile soprattutto come oggetto di arredamento: è un posto utile per poggiarci le chiavi. Una volta poi c’era il camino, oggi al posto dell’angolo cottura c’è la tivù al plasma”.
In scena dal 1° novembre fino all’11 dicembre
Teatro Sistina - Via Sistina, 129
Tel. 06.4200711 – 06.4818848
Orari di botteghino: tutti i giorni h. 10-19.00