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mercoledì 28 dicembre 2022
di Claudio Fontanini
CLOSE
Due tredicenni verso l’adolescenza in un film che spezza il cuore
Due tredicenni che si giurano amicizia eterna, l’esplorazione del desiderio e le conseguenze dell’amore in un trattato sull’identità e sul sacrificio che comporta essere se stessi. Gran Premio della Giuria ll’ultimo Cannes, Close del belga Lukas Dhont è un toccante e vibrante ritratto di quel filo sottile che separa l’infanzia dall’adolescenza
Due tredicenni che si giurano amicizia eterna, l’esplorazione del desiderio e le conseguenze dell’amore in un trattato sull’identità e sul sacrificio che comporta essere se stessi. Era difficile far meglio dopo Girl, il suo bellissimo esordio alla regia presentato a Cannes nel 2008 ma il belga Lukas Dhont riesce nell’impresa con Close, toccante e vibrante ritratto di quel filo sottile che separa l’infanzia dall’adolescenza. 

Un film che spezza il cuore e resta a lungo nella mente dello spettatore chiamato a confrontarsi attraverso gli sguardi dei due prodigiosi attori (Eden Dambrine è Léo, Gustav De Vaele, Rémy) su senso di responsabilità e di colpa. Col passaggio delle stagioni a testimoniare i cambiamenti interiori e il corpo e il movimento che parlano più e meglio di mille parole (Volevo fare il ballerino dice il regista che coreografa alla perfezione ogni sequenza). 

Intimo e personale (dietro c’è la storia di Dhont), Close- Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e nella shortlist dei 15 candidati al miglior film non in lingua inglese ai prossimi Oscar- incrocia destini e solitudini con un occhio al Truffaut de I quattrocento colpi e l’altro al cinema dei Dardenne

Fisico e ispirato, il nuovo film di Dhont- scritto dal regista con Angelo Tijssens- passa al setaccio un’amicizia fatta di corse a perdifiato- in bici e a piedi- nella campagna belga, di condivisione assoluta e di abbracci spezzati dall’inizio della scuola secondaria. Quando le maldicenze di gruppo (Voi due state insieme? chiedono sprezzanti i nuovi compagni), il bullismo e un sentimento così assoluto da non essere compreso annunciano la tragedia che arriva di riflesso in una scena così potente da non rivelare. 

Con quei fiori recisi nella fattoria dove si pratica la floricultura a segnare il passaggio ad una mascolinità negata e da indossare come una tenuta da gioco che ingabbia (l’hockey su ghiaccio). Ma tra lacrime di rabbia e di tenerezza, temi scolastici rifiutati e impossibili confessioni, a giocare il ruolo decisivo nella partita della crescita sarà Sophie (la straordinaria Emilie Dequenne), la madre di Rémi che assiste al lento avvicinamento di quel figlio riflesso nel suo e al quale regalare un perdono che significa rinascita. 

Sarebbe bello che film come questi venissero proiettati e dibattuti nelle scuole e stavolta, grazie alla Lucky Red che distribuisce il film e dispone di un apposito ufficio, è possibile farlo contattando i numero verde 800050662 o scrivendo a scuole@luckyred.it.  
 
In sala dal 4 gennaio distribuito da Lucky Red


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