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martedì 27 settembre 2022
di Claudio Fontanini
SICCITA’
Virzì torna al suo meglio in una tragicommedia collettiva sull’umanità al collasso
Il Tevere è a secco, Roma vive una crisi idrica da più di un anno e tra 12 giorni verranno chiusi i rubinetti dell’acqua pubblica. Come se non bastasse una nuova epidemia è in agguato e inizia a fare vittime a colpi di febbre e sonnolenza acuta. Siccità, il nuovo e bel film di Paolo Virzì miscela a meraviglia rabbia e tenerezza, paura e voglia di redenzione
Il Tevere è a secco, Roma vive una crisi idrica da più di un anno e tra 12 giorni verranno chiusi i rubinetti dell’acqua pubblica. Come se non bastasse una nuova epidemia è in agguato e inizia a fare vittime a colpi di febbre e sonnolenza acuta. 

I due anni di pandemia hanno giovato alla creatività e alla voglia di far di dramma commedia e viceversa a Paolo Virzì che a quattro anni dal pasticciato Notti magiche torna alla sua vena migliore con Siccità, premio Pasinetti assegnato dal SNGCI all’ultima Mostra di Venezia dove avrebbe meritato il concorso. 

Film corale, e non avrebbe potuto essere diversamente, che miscela sapientemente rabbia e voglia di redenzione, isteria collettiva e vanità post moderne, il film- nato da un soggetto di Paolo Giordano e Virzì con sceneggiatura firmata dai due con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo- è un allarmante, survoltato e distopico (?) ritratto dell’umanità ferita e incontrollata che si dibatte tra regole e abitudini infrante cercando di resistere ed adattarsi alla nuova pandemia in arrivo. 

Con Virzì che opportunamente non giudica mai i suoi personaggi e non moralizza lasciando ad un cast di attori da premio e magnificamente diretti il filo rosso di storie individuali che si fanno collettive nel messaggio finale di una possibile miracolo di riattivazione emozionale e di interconnessione tra diversi (il duetto finale tra Max Tortora e il giovane immigrato). 

Ed ecco un ex autista di auto blu (Valerio Mastandrea) che guida dialogando coi fantasmi del passato (da applausi i genitori Paola Tiziana Cruciani e Gianni Di Gregorio) mentre tenta di ricucire il rapporto con la figlia 16enne (Emma Fasano), un detenuto in carcere da 25 anni (Silvio Orlando) che esce casualmente da Rebibbia e s’imbatte in un mondo che non conosce alla ricerca di una persona, un ex commerciante di abbigliamento (Max Tortora) diventato un homeless astioso in cerca d’interviste, una diva del cinema (Monica Bellucci) che s’imbatte in un idrologo veneto (Diego Ribon, perfetto) sbarcato nella Capitale e catapultato sulla ribalta televisiva (la nuova acconciatura da star…), un’infermiera insoddisfatta (Claudia Pandolfi) con figlia e nuovo compagno distratto e traditore (Vinicio Marchioni), un attore teatrale disoccupato (Tommaso Ragno, irresistibile) che manda la moglie a lavorare come cassiera al supermercato (Elena Lietti) e intanto si pavoneggia sui social con frasi ad effetto e la figlia ingenua (Emanuela Fanelli, sua la scena più divertente del film sullo yacht ad Ostia) di un proprietario di un resort a Valle Aurelia che utilizza ancora l’acqua pubblica per le terme e le piscine e s’imbatte in un balordo (Gabriel Montesi) che le fa da guardia del corpo mentre la moglie incinta (Sara Serraiocco) sta per partorire. 

Spaventati ed affannati, dolenti e senza bussola, i protagonisti di Siccità fotografano un’umanità collassata e assediata dalle blatte che cerca nel caos sociale un bagliore di speranza. Perché nessuno si salva da solo. Come quella rosa canina, coltivata in segreto in cantina dalla Lietti, che si metafora di una possibile rinascita dal buio del presente. 

Tra cambiamenti e trasformazioni, narcisisti patologici e dirette televisive, concerti di musica barocca, Rolex rubati e guizzi di sopravvivenza, Virzì firma il suo Italia oggi (parafrasando il titolo del film di Altman del ’93 dai racconti di Carver) in una tragicommedia che non risparmia nessuno ma resta nella mente a lungo per immedesimazione e forza dei dialoghi. Applausi per il coraggio del tema trattato, per gli esiti cinematografici e alla distribuzione per aver messo al centro dell’investimento la centralità della sala. Speriamo che il pubblico se ne accorga. 


  
In sala dal 29 settembre distribuito da Vision   


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