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martedì 19 aprile 2022
di Claudio Fontanini
Il sesso degli angeli
Pieraccioni prete nel nuovo film del regista toscano con la Ferilli
Cosa succede se un prete cinquantenne di un oratorio fiorentino scopre di aver ereditato una lussuosa casa di appuntamenti in Svizzera? Ne Il sesso degli angeli, la sua quattordicesima regia cinematografica, Leonardo Pieraccioni prova a risollevare il morale sotto i tacchi del pubblico italiano da commedia, vestendo per la prima volta i panni talari. 

Costretto a fare i conti con una chiesa che perde i pezzi- letteralmente- e con una gioventù che al tavolo da ping pong preferisce i social e la tecnologia, Don Simone- ammonito due volte dalla Curia per uso spregiudicato del cerimoniale (fa sentire Lady Gaga ai battesimi per fare proseliti…) si ritrova a dover gestire la nuova attività ereditata da un eccentrico zio donnaiolo (Massimo Ceccherini)

Avrà una settimana di tempo per decidere se accettare l’eredità o lasciarla nelle mani di un cugino spregiudicato (cammeo di Vincenzo Salemme). Dalle bacinelle che raccolgono acqua piovana durante le prediche a 1.800.000 franchi svizzeri guadagnati durante l’ultimo anno della nuova attività della quale è venuto in possesso ma della quale non conosce le frequentazioni. 

E sì perché quel bonario parroco, che viaggia dalla Toscana alla Svizzera su un vecchio furgone accompagnato dal fedele sacrestano (un lunare Marcello Fonte) scambia all’inizio quel bordello gestito da un ex donnina diventata manager (Sabrina Ferilli) per un bar all’inglese con tutte le conseguenze e gli equivoci del caso. 
Con Pieraccioni che a tre anni da Se son rose… mette in scena, con garbo e naturalezza, i dubbi e la voglia di redenzione di un sacerdote in crisi di coscienza

Tra tormentoni-omaggio (le puppe a pera di Francesco Nuti) e gag più o meno riuscite (la migliore è quella in cui Pieraccioni accoglie alla porta i clienti), bellezze in mostra, bistecche di soia e confessioni a cuore aperto, Il sesso degli angeli- scritto con Filippo Bologna- non sarà il miglior film del regista di Fuochi d’artificio ma almeno conferma la voglia di non strafare e l’onestà intellettuale di un comico che conosce il proprio ruolo e il senso del limite a dispetto di molti suoi colleghi diventati negli anni predicatori del nulla.                    

In sala dal 21 aprile distribuito da 01 

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