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domenica 17 aprile 2022
di Claudio Fontanini
Gli amori di Suzanna Andler
Charlotte Gainsbourg intrappolata nei sentimenti dalla pièce della Dumas
Una villa sulla Costa Azzurra, una donna dell’alta borghesia divisa tra doveri coniugali, un amante clandestino e spinte suicide. Sono i due protagonisti de Gli amori di Suzanna Andler diretto da Benoit Jacquot e tratto dall’omonima pièce di Marguerite Dumas scritta nel 1968 e rappresentata fugacemente l’anno dopo. 

Impianto teatrale, dialoghi infiniti e musica pressoché assente fanno da cornice a questo saggio sui desideri nascosti (o repressi) che in 90’ tenta un bilancio esistenziale tra abissi di solitudine e ozio fisico e mentale. 

Moglie di un miliardario in incognito arrivata d’inverno da Parigi a Saint Tropez per la scelta della casa delle vacanze, la Suzanne del titolo (Charlotte Gainsbourg) si accompagna in realtà al suo nuovo amante squattrinato (Niels Schneider), un giornalista di tabloid che la reclama tutta per sé e la invita a una scelta definitiva: lasciare quel marito pluri fedifrago (Sono tra le donne più tradite della Costa Azzurra, non c’è niente di speciale in me dice all’agente immobiliare che le apre la villa ad inizio film) e iniziare una nuova vita. 

Non sarà facile perché Suzanne, che si protegge raccontando bugie in serie (Ho voglia di uccidermi per non dover più mentire), subisce in realtà il fascino del denaro e la complicità segreta di quell’uomo col quale non condivide più nulla da 6 anni ma che le ha lasciato in eredità figli e benessere. 

Con quella sorta di giovane-anziana in pelliccia anni ’70 che incontra un’amica del marito (Julia Roy) e si confessa (Non credevo fosse così spaventoso non essere stata mai innamorata) mentre attende una telefonata dal consorte che la tradisce da lontano. 

Inquadrature fisse, movimenti lenti e studiati con affaccio sui tramonti del Mediterraneo in un film sin troppo calcolato e che non riesce a trasmettere emozioni autentiche. 

Storia di amori impossibili (Forse ci amiamo di un amore in cui nessuno dei due si ama dice Suzanna all’amante in sottofinale) che invita a guardare da lontano per immaginare tutto ma che si risolve nel convenzionale. Con le parole che sostituiscono e mettono in scena le azioni- di ieri, di oggi e forse di domani- in un gioco letterario affascinante sulla carta ma senz’anima sul grande schermo.  

In sala dal 21 aprile distribuito da Wanted  


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