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lunedì 22 novembre 2021
di Claudio Fontanini
Azor
Il magnifico thriller politico di Andreas Fontana sulla corruzione finanziaria,
Un banchiere privato come un pioniere, l’Argentina degli anni ’80, un governo militare dittatoriale e una guerra combattuta nel nome dell’avidità nel folgorante esordio alla regia d Andreas Fontana. Documentato (due anni e mezzo di ricerca) e originale, storico ma riorganizzato secondo l’immaginazione cinematografica, Azor mette in scena conflitti d’interessi e di coscienza in un viaggio di conoscenza e scoperta che mette alla sbarra il mondo dell’alta finanza e la sua collusione con le ramificazioni del potere. 

Yvan de Wiel (un gelido ed imperturbabile Fabrizio Rongone) è un banchiere privato di Ginevra costretto per la prima volta ad un viaggio a Buenos Aires sulle tracce del suo socio, scomparso misteriosamente da un mese nel bel mezzo di una dittatura e oggetto di preoccupanti dicerie. Agli antipodi da lui per metodi e stile, quell’uomo diventerà il filo rosso di un’avventura esistenziale che, come il capitano Willard alla ricerca del Colonnello Kurtz di Apocalypse now, finirà per consegnarlo ad un altro se stesso. 

Diviso in capitoli e scritto dal 39enne regista svizzero di adozione argentina (con nonno banchiere privato) in collaborazione con Mariano Linas, Azor (il titolo significa stai zitto nel linguaggio in codice tra marito e moglie, la superba René Kies) parla di transazioni e fughe di capitali all’estero, punti di rottura (personali e del mercato), riciclaggio di denaro e patti di segretezza con stile placido ma allarmante che mostra l’orrore nascosto dietro la facciata (I doganieri sentono la paura, come i cani. Ma non sospettano delle persone felici)

Ed ecco le conversazioni sottilmente minacciose e i complici del regime militare, gli ufficiali dell’esercito collusi con gli alti prelati (Occorre eliminare i parassiti anche nelle migliori famiglie dice il Monsignore) e quell’indimenticabile inventario degli espropri militari in sottofinale che rimane a lungo negli occhi e nell’anima. 

Col film di Fontana che spazia tra salotti silenziosi e giardino sorvegliati, piscine, ippodromi e ricevimenti in un caleidoscopio di varia umanità disposta a tutto pur di spostare il proprio denaro. E un nome, Làzaro che come il Kaiser Sose dei Soliti sospetti guida lo spettatore in un thriller politico e finanziario seducente e sofisticato che disvela la  ragnatela di sorveglianze e la corruzione del sistema monetario. Attuale e da non perdere.

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