domenica 24 ottobre 2021 ore 16:58   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
lunedì 13 settembre 2021
di Claudio Fontanini
Il matrimonio di Rosa
Una donna in fuga verso se stessa nel nome della femminilità
Rosa (Candela Pena) ha 45 anni e vive a Valencia, lavora come infaticabile costumista sui set cinematografici, ha una figlia con due gemellini che vive a Manchester, un padre iperattivo che dopo la morte della madre vorrebbe venire a vivere con lei e un fratello e una sorella (Sergi Lopez e Nathalie Poza) impegnatissimi sul lavoro (loro?) e che le scaricano addosso impegni e responsabilità. 

E in più gatti di amiche da accudire, piante dei vicini da annaffiare e un uomo che le piace ma non riesce a frequentare. Come fare per riprendersi la propria vita e dare sfogo ai sogni infranti da un ruolo imposto dagli altri? Il matrimonio di Rosa di Icíar Bollaín mette in scena un solo wedding che prende spunto dalla realtà giapponese dove grazie ad un’agenzia di Tokyo si può essere principesse in solitaria per un giorno inscenando il proprio matrimonio con se stesse. 

Ed ecco una donna stanca di regole e routine intenta finalmente a premere quel bottone nucleare capace di far esplodere convenzioni e convinzioni sociali nel nome della riconquista del proprio io. Con quella vecchia sartoria a Benicasin che diventa simbolo di rinascita e spirito d’iniziativa nel nome dei propri desideri nascosti. 

Ma dichiarare le proprie intenzioni non sarà facile mentre ogni parente tenta d’imporre le sue problematiche e quel karma negativo di famiglia è difficile da allontanare. Tra riflessioni e sorrisi, Il matrimonio di Rosa è una sorta di seduta terapeutica familiare che invita alla capacità di ascolto degli altri nell’epoca dell’egocentrismo sfrenato. 

Storia di una donna in fuga verso se stessa, il film della regista madrilena di Ti do i miei occhi è un manifesto all’autostima femminile e al ricominciare da capo. 
Una vera e propria impresa, quella della fragile e volitiva protagonista del film, che dimostra come per essere amati bisogna farlo iniziando da noi stessi. Con quel bellissimo discorso finale della protagonista al matrimonio in riva al mare che dovrebbe diventare il mantra di ogni donna.             

In sala dal 16 settembre distribuito da Officine UBU     


Links correlati
http://www.officineubu.com

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dall’ufficio stampa

Altri articoli di interesse
18-10
Cinema
Petite maman
di Claudio Fontanini
18-10
Cinema
FRANCE
di Claudio Fontanini
15-10
Cinema
L’Arminuta
di Claudio Fontanini
11-10
Cinema
La Padrina
di Claudio Fontanini
11-10
Cinema
MARILYN HA GLI OCCHI NERI
di Claudio Fontanini
11-10
Cinema
Ariaferma
di Claudio Fontanini
4-10
Cinema
Il materiale emotivo
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma