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mercoledì 7 aprile 2021
di Claudio Fontanini
Thunder road
Il ritratto tragicomico di un uomo in bilico sulla follia
Un lento ritorno alla vita, o almeno alla speranza in un futuro migliore. Jimmy Arnaud (Jim Cummings)  è un poliziotto texano in crisi. Vive separato dalla moglie (Jocelyn DeBoer) da un anno, vede la figlia di 9 anni (Kendal Farr) solo nei fine settimana, il capo della sua sezione non lo sopporta e ha appena perso la madre. 

Ritratto tragicomico di un uomo in bilico sulla nevrosi, Thunder road (l’omonima hit del 1975 di Bruce Spingsteen è evocata ma non si ascolta) è un dramedy su uno dei tanti figli dimenticati dall’America e costretti a recitare un ruolo non loro. 

Come questo isterico eppure sensibile macho tossico in divisa che nasconde in realtà abissi di solitudine ed emozioni ingestibili. 
Fragile interiormente e dislessico, Jimmy si presenta al funerale della madre in un lunghissimo piano sequenza iniziale che avvicina lentamente la macchina da presa al suo primo piano imbarazzato in una cerimonia sui generis suggellata da un registratore rosa che non funziona. 

Perché l’imprevisto e il dolore sono sempre in agguato nella vita di questo baffuto pistolero irascibile incapace di giocare a battimani con la figlia ma risoluto a far sua la poetica del Boss (andarsene in cerca di fortuna significa combinare qualcosa nella vita) e sfuggire ad un destino segnato. 

Tra scazzottate col frigo e baci all’aspirapolvere, sbronze in giardino e una sorella lontana e distratta (Chelsea Edmundson), una vecchia scuola di danza e un collega solidale (Nican Robinson) l’opera prima scritta, diretta e interpretata da Cummings (all’origine c’è un corto dallo stesso titolo e vincitore al Sundance 2016) evita le secche della retorica tra lampi di umorismo nero che confina con la follia e dialoghi carichi di dolore. 

Un film disperato e feroce che riflette sul concetto di normalità e sulle convenzioni sociali con stile originale e silenzi che evocano un passato da scontare alla ricerca di una sofferta riconciliazione con se stessi. Ma forse non tutto è perduto e quel sorriso finale può indicare la strada.

Dal 15 aprile su Io resto in sala e Wanted Zone  


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