domenica 11 aprile 2021 ore 13:55   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
mercoledì 31 marzo 2021
di Claudio Fontanini
Un confine incerto
Il dolente e poetico film di Isabella Sandri sulla pedo-pornografia
Un tema irrappresentabile, una regista sensibile e coraggiosa che proviene dal documentario, un viaggio nell’orrore che mette in scena i sentimenti invisibili mettendo da parte le tentazioni retoriche o, peggio, vojeuristiche. 

Parlare di pedo-pornografia con l’arte della sottrazione è la scommessa, ampiamente vinta, da Isabella Sandri che in Un confine incerto- presentato al Torino Film Festival 2019- si concentra sui pensieri e sullo sguardo di una bambina (la prodigiosa esordiente Anna Malfatti) spaventata e in cerca di pace interiore. 

Rapita da tempo e in viaggio su un camper con un orco mascherato da rappresentante di sementi (l’ottimo Moisè Curia) che però sembra capirla più di quello da cui è fuggita, Magdalena- che il suo carceriere chiama affettuosamente Sputo- gioca con la sua bambola, piange per i dispetti e ruba la benzina col suo complice per poi mettersi in bikini e occhiali da sole e farsi riprendere con la videocamera. 

In rete il suo corpo e le sue movenze attirano nickname disposti a pagare e così quel viaggio dalla Foresta Nera alla Romania diventa una vera e propria discesa agli inferi mentre Milia, una poliziotta rumena (Cosmina Stratan, Palma d’oro a Cannes per Oltre le colline) indaga tra foto e video catalogati sul web con l’ausilio di una psicologa (Valeria Golino) e di un collega umanissimo (lo scomparso Salvatore Cantalupo). 

Ma il terzo lungometraggio della Sandri- una che coi suoi lavori si è occupata negli ultimi 15 anni di bambini e adolescenti- svicola le facili e  seducenti scorciatoie del film di genere per concentrarsi su paesaggi, stati d’animo e dettagli indimenticabili (le magliettine dei bambini usate come copricapo dai pedofili) che rivelano più di mille dialoghi. 

Un film che fluttua- letteralmente- tra echi del passato (la bambina sembra il riflesso della poliziotta che nasconde qualche segreto inconfessabile) e linguaggi diversi (Magdalena, rapita ad Ortisei, parla in ladino) perché forse il tema principale in scena è proprio quello del tempo, perduto e ritrovato. 

Ricalcare un tracciato che ci aspetta è allora il compito di Milia (Siamo sempre in ritardo… confessa alla psicologa sentendosi in colpa per non raggiungere mai il colpevole), una donna fuori fuoco e in bilico tra affettività e sensualità come tutto il film della Sandri

Tra cartelli stradali usati come tavolini e marmellate di miele e liquori, famiglie litigiose e bagni alle terme (una delle scene più belle e toccanti), vestitini bruciati e qualche inutile spiegone psicologico, quella casa volante in viaggio verso un sogno irrealizzabile teorizza la ricostruzione della convivenza di Alexander Langer (citato dalla poliziotta) in un film raro e prezioso, terribile e poetico. Da non perdere.

Distribuito dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con la Polizia di Stato e Save The Children.

Dal 10 marzo su #iorestoinSALA  


Links correlati
http://www.programmazione.cinetecadibologna.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal web

Altri articoli di interesse
10-4
Cinema
GOVERNANCE
di Claudio Fontanini
7-4
Cinema
Thunder road
di Claudio Fontanini
2-4
Cinema
Rosso
di Claudio Fontanini
22-3
Cinema
IL MIO CORPO VI SEPPELLIRÀ
di Claudio Fontanini
19-3
Cinema
Apples
di Claudio Fontanini
17-3
Cinema
Nonostante la nebbia
di Claudio Fontanini
8-3
Cinema
FINO ALL’ULTIMO INDIZIO
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma