venerdì 4 dicembre 2020 ore 03:17   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
sabato 24 ottobre 2020
di Claudio Fontanini
Cosa sarà
Un grande Kim Rossi Stuart nel film autobiografico di Francesco Bruni
Raccontare la malattia al cinema, per di più in una storia autobiografica. Impresa non facile, soprattutto nel panorama nostrano, dove il rischio di abbondare con retorica ed effetti melodrammatici è sempre in agguato. 

Lontano dallo stile quasi documentaristico del Caro diario di Moretti questo Cosa sarà di Francesco Bruni- che ha chiuso oggi la Festa del cinema di Roma- è un bell’esempio di cinema verità miscelato a dovere con le invenzioni narrative che il mezzo cinematografico richiede. 

Figlio della sindrome mielodisplastica che ha colpito il regista livornese, il film, magnificamente interpretato da un Kim Rossi Stuart quintessenziale eppure carico di umanità, segue il percorso all’inferno e ritorno di Bruno Salvati, un regista sull’orlo di una crisi di nervi che non riesce a mettere su il suo nuovo film e si è appena separato dalla moglie (Lorenza Indovina). 

L’arrivo della malattia (annunciato da un banale sanguinamento al naso) scatena però una vera e propria questione di sangue (poteva essere un altro bel titolo) visto che Bruni accompagna il suo protagonista avanti e indietro nel tempo alla ricerca di ciò che era e, soprattutto, ciò che è diventato. 

Perché Cosa sarà, pudico e concentrato, misurato e calibrato, più che un film su cure e trapianti, percentuali di rischio, mesi di vita guadagnati e donatori compatibili, è un film su una rinascita familiare collettiva e sui fallimenti paterni (nel ruolo del padre del protagonista un ottimo Giuseppe Pambieri) sui quali il regista di Scialla! indaga con misura e partecipazione emotiva. 

Con qualche siparietto comico a tentare di alleggerire la dolorosa vicenda (I registi italiani non stanno mica tutti come me. Qualcuno sta pure peggio…dice con un filo di voce Bruno in attesa di trapianto mentre presenta ai pazienti il suo film in ospedale) e un’apparizione, quella di Barbara Ronchi (prenotato il David come attrice non protagonista) nei panni della sorella sconosciuta del regista, a dare corpo e calore all’intera vicenda. 

Tra regali scambiati e tunnel degli orrori, sfuriate caratteriali (Basta a descrivermi come fragile e delicato reclama Bruno sul letto di famiglia) e figli agli antipodi che sono il doppio dei loro genitori, apparizioni materne e sospetti laceranti (il regista sospetta che la ex moglie abbia una relazione con una donna) Cosa sarà regala i momenti più belli ed intensi nei dialoghi tra il protagonista e la nuova sorella sconosciuta e scovata a Livorno in un’anonima agenzia immobiliare. 
Momenti di grande cinema, quelli dove- come nella migliore tradizione della commedia all’italiana- si piange e si ride nella stessa scena. 

Peccato soltanto- e non di lieve conto- per un finale troppo telefonato e per giunta replicato. Sarebbe bastato chiudere prima (magari su quella sequenza che ribalta il senso del bellissimo inizio) per fare di questa opera sentita e riuscita uno dei migliori film italiani sul tema malattia.
 
In sala dal 24 ottobre distribuito da Vision 

Links correlati
http://www.visiondistribution.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal web

Altri articoli di interesse
24-11
Cinema
Elegia americana
di Claudio Fontanini
24-11
Cinema
Il buco in testa
di Claudio Fontanini
19-11
Cinema
GLI INDIFFERENTI
di Claudio Fontanini
13-11
Cinema
La vita davanti a sé
di Claudio Fontanini
8-11
Cinema
THE SPECIALS
di Claudio Fontanini
19-10
Cinema
I PREDATORI
di Claudio Fontanini
12-10
Cinema
La Fellinette
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma