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mercoledì 29 aprile 2020
di Claudio Fontanini
TORNARE
Giovanna Mezzogiorno sospesa nel tempo nel film della Comencini
Una città, tre donne e un destino. Film di chiusura dell’ultima Festa del cinema di Roma, Tornare di Cristina Comencini arriva on demand dal 4 maggio.
Girato interamente in una Napoli metafisica il film è un viaggio temporale popolato da fantasmi e ricordi con Giovanna Mezzogiorno per la terza volta diretta dalla regista de La bestia nel cuore
Una città, tre donne e un destino. Film di chiusura dell’ultima Festa del cinema di Roma, Tornare arriva dal 4 maggio on demand (su Sky Primafila Premiere, Timvision, Chili,  Google Play, Infinity, CG Digital, Rakuten TV) dopo lo slittamento dell’uscita nelle sale prevista per lo scorso 12 marzo. 

Napoli, anni ’90. Alice (Giovanna Mezzogiorno) rientra dall’America dopo una lunga assenza. L’occasione è la morte del padre- un ufficiale militare- e la vendita della vecchia villa familiare ormai disabitata. Ad accoglierla, oltre alla sorella (Barbara Ronchi), c’è Marc (Vincenzo Amato) un misterioso e affascinante coetaneo che sembra conoscerla alla perfezione. Inizia da qui un vero e proprio viaggio temporale che fa incontrare con se stessa la protagonista da bambina (Clelia Rossi Marcelli) e nei suoi 18 anni (ottima Beatrice Grannò). 

Tra gli oggetti di una vita di quella ingombrante casa da svuotare si fanno così largo oscure presenze e rimpianti mai sopiti in un gioco di fantasmi che si specchiano nel presente di quella donna insoddisfatta e anaffettiva. Una vera e propria indagine sentimentale che vorrebbe diventare- per la sua autrice- un thriller dell’inconscio e che finisce invece per disperdere- proprio nella seconda parte- un ottimo potenziale narrativo. 

Onirico e pretenzioso, girato interamente in una Napoli metafisica e infarcito di dialoghi spesso irritanti, Tornare tenta di mescolare i diversi piani temporali finendo per confondere le acque allo spettatore. Non bastano infatti i rimandi scenici a creare un’epoca ed un clima e così il film della Comencini, algido ed elegante, diventa una vera e propria matrioska senz’anima di una donna alla scoperta di se stessa

Tra libri mancanti e ricordi sovrapposti, poesie d’amore e madri ninfomani, abusi sessuali, gocce di trielina e passi di sirtaki, questa lunga soggettiva dal passato- aperta da una citazione del fisico Carlo Rovelli che si fa manifesto programmatico del film (Non c’è passato, non c’è presente e non c’è futuro: il tempo è solo un modo per misurare il cambiamento) flirta con l’ultimo Ozpetek di Napoli velata (non a caso l’attrice protagonista è la stessa) ma accantonando le atmosfere vibranti ed esoteriche che caratterizzavano quel film. 

Con un finale confuso e irrisolto che acuisce il senso di vacuità di una pellicola che spreca la coraggiosa prova di una Giovanna Mezzogiorno appesantita e dolente capace di mettersi emotivamente a nudo con grande partecipazione. 

On demand dal 4 maggio distribuito da Vision    


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http://www.visiondistribution.it

 
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