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martedì 1 ottobre 2019
di Claudio Fontanini
Joker
Un prodigioso Joaquin Phoenix nel capolavoro di Todd Phillips. Oscar in vista
Un saggio sulla follia e sulle derive della società dello spettacolo, un film allucinato eppure pietoso su un criminale psicopatico e aspirante comico che viaggia dentro se stesso per comprendere le ragioni del male. Non basterà vederlo soltanto una volta questo indimenticabile Joker di Todd Phillips (sì proprio quello del comico demenziale Una notte da leoni…) premiato a Venezia col Leone d’Oro e candidato principe ai prossimi Oscar. 

Partendo dalle origini del personaggio e non rispettando i fumetti originali della Dc Comics, il regista americano si cimenta in un magnifico noir metropolitano che miscela a meraviglia Taxi driver e Re per una notte di Scorsese con V per vendetta di James McTeigue. Scritto ex novo con Scott Silver (l’autore di The Fighter e 8 Mile) con riferimenti alla graphic novel The Killing Joke (1988) di Alan Moore e disegnata Brian Bolland, Joker- ambientato nella Gotham City degli anni ’80- è un film stratificato e potente che tra dissociazioni mentali e sogni di gloria invita alla riflessione sul bisogno di essere se stessi in un mondo che condanna ad indossare maschere. 

Ho sempre pensato alla mia vita come ad una tragedia, ora vedo che è una commedia dice in sottofinale Arthur Fleck (un prodigioso Joaquin Phoenix) salito finalmente sulla sua personale ribalta artistica e sociale. Il prezzo da pagare sarà altissimo per questo fragile e solitario freak dal passato oscuro che vive con la madre anziana e teledipendente, è capace di nascondersi dal mondo dentro il frigo e sogna di diventare uno stand up comedian. 

Intanto di giorno si traveste da pagliaccio e subisce le angherie di giovinastri violenti e vive sulla sua pelle l’alienazione da una società sempre più corrotta e spaccata tra ricchi e poveri. Con Gotham City invasa dalla spazzatura e dai ratti giganti (vi ricorda qualcosa?) e un magnate aspirante sindaco, Thomas Wayne, che forse ha qualcosa a che fare con quell’inquietante clown. 

Privato delle sue medicine e degli incontri settimanali con la psicologa (i fondi vengono tagliati e i servizi sociali sospesi) Fleck, appena licenziato perché durante una recita in un ospedale infantile ha fatto scivolare dal suo costume una pistola, inizia un viaggio all’inferno che rovescia regole e ruoli in un girotondo di eventi capace di scatenare persino la rivolta popolare. 

Una vera e proprio scalata al successo che gronda sangue ed efferatezze nel nome del diritto al successo. Cupo, violento e carico di una tensione morale che accompagna lo spettatore per tutta la durata del film (2h) il Joker di Todd Phillips è un capolavoro da studiare nelle scuole di cinema. Ritmo, recitazione, fotografia, colonna sonora (da brivido Sinatra in Send in the clowns) e movimenti (osservate le salite e le discese di Joker dalle scalinate di Gotham o i suoi passi di danza). 

Tutto concorre alla riuscita di un film intimo e problematico che fa della follia distruttiva del suo protagonista un manifesto all’esistere
Con la morte che può diventare aspirazione e meta rivelando meglio il senso di una vita insignificante agli occhi delle masse. Tra sequenze da antologia cinematografica (Joker con bacchetta magica e naso rosso che si presenta al cancello di villa Wayne dove ad accoglierlo c’è il piccolo figlio del magnate; l’ingresso furtivo nella sala dove si proietta un film di Charlot; la prova sul divano di casa dell’intervista tv col famoso conduttore) e primi piani che proiettano occhi e menti verso altri mondi (l’incontro con la bella ragazza madre e vicina di casa con la quale Joker s’immagina una vita diversa) il film di Phillips è un concentrato di emozioni forti e ragioni del cuore (perché in fondo è sempre e solo una questione di amore) che conquista e seduce sin dalla prima sequenza. 

Ma il film non sarebbe potuto esistere senza Joaquin Phoenix, qui vero e proprio coautore in scena di una memorabile via crucis attoriale. Basta sentire i brividi che trasmettono le sue risate patologiche ed isteriche per rendersi conto del dolore fisico che hanno richiesto. Con un make up che rimanda a quello di John Wayne Gacy, il serial killer che tra il ’72 e il ’78 sodomizzò e uccise 33 adolescenti, il Joker di Phoenix supera per angoscia e resa visiva quelli di Nicholson e di Heath Ledger
Alla quarta candidatura sarà impossibile non regalargli uno strameritato Oscar. Ridi pagliaccio…  

In sala dal 3 ottobre distribuito da Warner Bros Italia       


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