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martedì 9 luglio 2019
di José De Arcangelo
Il ritratto negato
Finalmente in sala il film sull’artista polacco Władysław Strzemiński celebrato dal maestro Wajda
L’ultimo film del maestro polacco Andrzej Wajda Il ritratto negato (Powidoki) arriva in sala in piena estate, a tre anni dalla morte del regista (9-10-2016) e dalla presentazione, nella selezione ufficiale, al Toronto International Film Festival. Il ‘ritratto’ del titolo italiano è quello biografico del pittore  Władysław Strzemiński, uno dei fondatori della celebre Accademia di Belle Arti di Lodz (poi anche scuola di cinema dove si è formato e ha successivamente insegnato lo stesso Wajda).
Un ritratto dell’uomo e dell’artista che difendeva il diritto ad uno sguardo diverso e artistico, libero da ideologie e da politiche, che Wajda disegna con maestria, senza giudicare né idealizzare il personaggio, e soprattutto senza retorica né forzature di sorta, offrendo il suo sguardo dell’uomo e dell’arte, dello scontro e dell’incontro, del personale e dell’universale, perché l’arte non ha e non può avere imposizioni né sottomissioni, così come non ha confini.

Nella Polonia del Dopoguerra, il noto pittore Władysław Strzemiński (grande Boguslaw Linda) insegna all’Accademia delle Belle Arti di Lodz. Grande artista e coautore della teoria dell’Unismo, Strzemiński aveva acquisito fama già prima del secondo conflitto mondiale. I suoi studenti vedono in lui il “messia della pittura moderna”, a differenza della Direzione universitaria e del Ministero della Cultura che ne hanno un’opinione diversa.
Contrariamente agli artisti leali alle al realismo socialista, i quali adempiono ai compiti del Partito, Strzemiński non accetta compromessi per la sua arte. Si rifiuta di osservare i regolamenti (siamo in pieno stalinismo) e finisce espulso dall’Accademia e dall’Unione degli Artisti.

Gli studenti di Strzemiński continuano tuttavia a sostenerlo, gli fanno visita e si raccolgono alle sue lezioni in casa. Prendono appunti sulla sua Teoria della Visione e ascoltano le critiche che lui rivolge ai loro lavori.
Ormai disoccupato e infermo, Strzemiński, privo di un braccio e di una gamba (persi nella prima guerra), presto cade in povertà e in malattia, mentre le disposizioni delle autorità comuniste persistono a volere la sua rovina. Non ha diritto a lavorare, ma neanche a mangiare e tanto meno ad occuparsi della figlia adolescente.

Volevo girare la storia di un artista – dice l’autore di tanti capolavori, da Cenere e diamanti a L’uomo di marmo -, di un pittore, ormai da diverso tempo. Ho deciso di portare Władysław Strzemiński sul grande schermo perché è uno degli artisti polacchi di maggior talento. Allo stesso tempo, volevo mostrare il suo conflitto con lo Stato socialista. Strzemiński ha capito il sentiero dell’arte moderna. L’ha spiegato nel suo libro intitolato Teoria della visione. La convinzione che non vi fosse altra strada se non quella dell’arte astratta, nella misura in cui la pittura tematica e il postimpressionismo avevano già detto tutto, gli ha dato la forza di opporsi alle autorità comuniste. ‘Il Ritratto Negato è il ritratto di un uomo integro, sicuro delle proprie decisioni; un uomo dedito ad un’arte non facilmente apprensibile”.

Nelle sale italiane dall’11 luglio 2019 distribuito da Movies Inspired

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