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lunedì 8 luglio 2019
di Claudio Fontanini
SPIDER-MAN:FAR FROM HOME
Il nuovo Spider man della Marvel in bilico tra scelte di vita ed eredità morali
Il 23° cine Marvel inizia elaborando il lutto sulle note di I will always love you di Whitney Houston mentre sullo schermo appare la didascalia in memoria di e scorrono i volti degli Avengers scomparsi dopo l’ultima battaglia. Grandi poteri, grandi responsabilità. L’erede designato di Tony Stark è il Peter Parker/Spider man al quale dà ancora il volto Tom Holland
Il 23° cine Marvel inizia elaborando il lutto sulle note di I will always love you di Whitney Houston mentre sullo schermo appare la didascalia in memoria di e scorrono i volti degli Avengers scomparsi dopo l’ultima battaglia. Grandi poteri, grandi responsabilità. L’erede designato di Tony Stark è il Peter Parker/Spider man al quale dà ancora il volto Tom Holland

Ma lui, studente liceale in gita con la classe in Europa, d’indossare i panni del salvatore non ne vuol proprio sapere (anche se sua zia Mary- Marisa Tomei- in valigia gli ha nascosto il costume). 
Si nega al telefono a Nick Fury (Samuel L.Jackson) e sogna di baciare la sua compagna My (Zendaya) . Peccato che a Venezia si scateni l’inferno acquatico (gli Elementali sommergono la laguna) e cambiare idea diventerà presto un obbligo. 

Dalla città lagunare a Berlino, da Praga in Olanda fino a Londra, Spider man:Far from home viaggia secondo i canoni del genere rivolgendosi ad un pubblico adolescenziale e mettendo in scena conflitti ideologici del terzo millennio (E’ ancora possibile distinguere realtà e finzione?). E così il cattivo di turno (un Jake Gillenhaal mascherato da buono all’inizio) incarna il potere nefasto del populismo, quello dove niente è quello che sembra eppure tutto appare credibile agli occhi di chi guarda (Di questi tempi si crede a qualsiasi cosa). 

In un mondo che ha bisogno di eroi (non solo su grande schermo purtroppo) ecco che l’apparenza trionfa sul valore (Se sei il più intelligente ma non hai un mantello non ti considera nessuno dice Misteryo che sogna la sua personale rivincita su Spider man) e i miti possono persino diventare minacce

Tra scomode eredità e idropoteri, vacanze dirottate e una nuova tuta nera, dimensioni temporali squarciate, atterraggi tra i tulipani e tecnologie illusorie, il sequel di Spider man: homecomig! (2017) miscela, non sempre a dovere, divertimento ed azione. 

Diretto da Jon Watts e scritto da Chris McKenna e Erik Sommers (due che vengono dalla commedia), il primo film della quarta fase Marvel (quella nata sulle ceneri di Avengers:Endgame) alterna così sequenze irresistibili (Parker che indossa per la prima volta gli occhiali da sole high-tech di Tony Stark sul pullman scolastico, scatenando un drone contro il rivale in amore) a sequenze poco credibili (Spider man e Misteryo al bancone del bar che chiacchierano in costume tra l’indifferenza generale) e a un ritratto dell’Europa così cartolinesco da far rimpiangere il Woody Allen di To Rome with love

Eccessivamente lungo (135’) e un po’ meccanico nello svolgimento, Spider man:For frome home regala forse il meglio nella consueta sequenza post titoli di coda che riannoda i fili del discorso rovesciandone il senso e lasciando presagire altre avventure. 
Spider man sta crescendo.  

Nelle sale dal 10 luglio distribuito da Warner Bros Italia   


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http://www.warnerbros.it

 
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