venerdì 19 luglio 2019 ore 08:39   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
venerdì 31 maggio 2019
di José de Arcangelo
L’angelo del crimine
Amicizia e rapine nell’Argentina anni ’70 nel bel film di Ortega
Un thriller-drama sconvolgente, duro e crudo, in ottimo equilibrio tra forma e contenuto, che ha conquistato quasi tutti i festival in giro per il mondo, da Cannes (Un Certain Regard) al Messico, proposto per l’Oscar al Miglior Film Straniero, finalmente nelle sale italiane: l’argentino “L’angelo del crimine” (El Angel) di Luis Ortega, figlio d’arte del famoso cantante anni ’60-’70 e poi produttore ‘Palito’ (Ramon) Ortega e dell’attrice Evangelina Salazar.

Ispirato a una storia di cronaca nera nell’Argentina in attesa del ritorno di Peron e pre golpe militare, il film narra la storia di Carlos Robledo Puch (l’esordiente Lorenzo Ferro, già rapper adolescente), il diciassettenne Carlitos per gli amici e sopranominato ‘angel’ per la sua faccia angelica e i riccioli d’oro, le labbra tumide (non a caso il suo amico lo chiama Marilyn Monroe). 

Carlitos, appartenente alla classe media, ha la fisionomia giusta per essere considerato un angelo, ma ama la libertà, entra nelle ville altrui e prende quello che vuole finché non incontra Ramon (Chino Darìn, figlio del famoso Ricardo), un ragazzo più grande, figlio di un ladro professionista.
Inizia così una forte amicizia e nasce una banda di rapinatori di ricche ville isolate, in un crescendo di violenza, che si concluderà col primo arresto, anche se la polizia che li ha fermati in macchina senza documenti, una volta accertato che non sono né comunisti né terroristi, in pratica li lascia liberi.

Ma Carlos e Ramon sono ormai divisi. La madre del ragazzo, Aurora (Cecilia Roth, attrice feticcio di Pedro Almodovar, co-produttore col fratello Agustin), è preoccupata ma non sospetta, come del resto la polizia stessa, le cose orribili combinate dal figlio. 
Se in filigrana c’è la metafora di un Argentina semi addormentata che non immagina nemmeno l’orrore che l’attende (la feroce dittatura), in primo piano c’è il ritratto di un adolescente diviso fra psicopatia e normalità che non accetta divieti né regole – atteggiamenti tipici dell’età – e di un’amicizia esclusiva tradita (latente c’è sempre un’attrazione omosessuale impossibile).

Ottima la ricostruzione ambientale anni ’70 grazie anche alla fotografia di Julian Apezteguia, e ad una colonna sonora d’epoca tra cui la versione spagnola di “Non ho l’età” della stessa Gigliola Cinquetti e “Corazon contento” cantata dal padre del regista (nel film in playback da Ramon).

Nelle sale italiane dal 30 maggio distribuito da Bim – Movies Inspired


Links correlati
http://www.bimfilm.com
http://www.moviesinspired.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal web

Altri articoli di interesse
12-7
Cinema
Il cinema indiano sbarca anche a Roma
di Ludovica Brusaferri
9-7
Cinema
Il ritratto negato
di José De Arcangelo
8-7
Cinema
SPIDER-MAN:FAR FROM HOME
di Claudio Fontanini
2-7
Cinema
Annabelle 3
di José de Arcangelo
1-7
Cinema
L’ULTIMA ORA
di José de Arcangelo
26-6
Cinema
Carmen & Lola
di José de Arcangelo
21-6
Cinema
LA MIA VITA CON JOHN F.DONOVAN
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma