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martedì 16 aprile 2019
di José de Arcangelo
Cyrano, mon amour
Una divertente ed elegante commedia sulla genesi dell’opera di Rostand
Cyrano mon amour, scritto e diretto da Alexis Michalik, non è proprio l’ennesima versione del celebre testo di Edmond Rostand, ma un racconto biografico in commedia dell’autore e sulla gestazione dell’opera teatrale, realizzata dal regista e attore Michalik, reduce da un enorme successo in patria sui palcoscenici e sul grande schermo con un nuovo cast. 

Tutto nasce anni fa quando Michalik fu testimone del successo di Shakespeare in Love e si chiese come mai in Francia non avessero mai pensato di celebrare uno dei drammaturghi più famosi nel mondo. Così il regista ha iniziato una ricerca sugli autori e decise di dedicarsi a Rostand, dando all’opera il suo nome Edmond (titolo originale anche del film).

Una commedia romantico-brillante che ricrea le atmosfere della Parigi del 1897, raccontando nel prologo i fatti storici, i personaggi e gli eventi che diedero vita all’amato Cyrano de Bergerac, scritto in poco più di venti giorni.
Alla fine dell’800, dopo una serie di insuccessi, il giovane drammaturgo Edmond Rostand (Thomas Solivérès) sembra aver perso ogni ispirazione, e con la moglie Rosemonde (Alice de Lencquesaing) stenta a sopravvivere. Ma grazie alla celebre amica Sarah Bernhardt (Clémentine Célarié), Rostand conosce Constant Coquelin (il sempre inimitabile Olivier Gourmet), il più grande attore dell’epoca, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare entro tre settimane. C’è però un piccolo problema: Rostand non l’ha ancora scritta. Anzi, l’unica cosa che conosce è il titolo: Cyrano de Bergerac.

Una deliziosa ed elegante commedia che ci fa conoscere i retroscena del teatro tra autori e attori, impresari e macchinisti, sogni e passione, sentimenti e delusioni, rivalità e gelosie. Infatti, c’è anche l’allora popolarissimo collega Georges Feydeau, interpretato con ironia dallo stesso Michalik, che colleziona successo su successo e deride Rostand.

Il tutto sostenuto da un efficace cast e da un ritmo giusto e vivace che ben si adatta alle atmosfere della Belle époque, ma anche al passaggio dalla realtà al palcoscenico. Grazie anche alla bella ricostruzione storica, dove gli esterni girati a Praga sostituiscono la Parigi del periodo, con un piccolo aiuto del digitale e del direttore della fotografia Giovanni Fiore Coltellacci. Le musiche originali sono di Romain Trouillet.

Nelle sale italiane dal 18 aprile 2019 distribuito da Officine Ubu 


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