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martedì 16 aprile 2019
di Redazione
Troisi poeta Massimo
Una grande mostra fotografica e multimediale a 25 anni dalla scomparsa dell’indimenticabile Massimo Troisi. A Roma da oggi al 30 giugno al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, ingresso gratuito
Scatti privati e immagini d’archivio, locandine e documenti, carteggi inediti e installazioni audiovisive per un viaggio nell’animo umano di uno degli attori e autori più amati di sempre nella storia dello spettacolo italiano. Promossa e organizzata da Istituto Luce con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche e Cinecittà si Mostra, Troisi poeta Massimo, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi è la magnifica mostra fotografica e multimediale aperta da oggi al pubblico a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale (Via Piacenza,1) dove rimarrà fino al prossimo 30 giugno ad ingresso gratuito.  

A 25 anni dalla scomparsa dell’attore ecco un ritratto intimo e sorprendente di un autore sensibile e malinconico, appartato e segnato dal dolore della morte della madre nella sua giovinezza (Sarò un orfano a vita si legge in uno dei pannelli della mostra). 
Un Pulcinella senza maschera, come è stato definito, naturale erede di Eduardo e capace di attualizzare la tradizione partenopea, sfuggendone dai cliché. Un mito mite, un antieroe moderno e rivoluzionario, che più di altri ha saputo descrivere, con sincerità, leggerezza e ironia, i dubbi e le preoccupazioni delle nuove generazioni.

Filo conduttore della mostra, il lato più sensibile e intellettuale: Massimo è stato un poeta senza definirsi tale, ha scritto poesie già in tenera età per ritagliarsi spazi d’intimità negati da una famiglia numerosissima e ha chiuso il cerchio con Il Postino, film in cui la poesia non è solo testo, ma anche e soprattutto un modo di vivere, di vivere poeticamente.

L’esposizione è suddivisa in cinque ambienti, che snodano il percorso umano e artistico di Troisi in sequenza cronologica.   
Lo spettatore viene accolto dallo straordinario colpo d’occhio della volta del Teatro dei Dioscuri ricoperta interamente da un patchwork di immagini del mondo di Troisi. Un’opera visuale realizzata da Marco Innocenti per Brivido Pop, che riproduce l’effetto di una volta affrescata, e propone le immagini di una vita, dall’infanzia agli spettacoli ai film, a stralci di frasi e di giornale, con parenti amici amori: tutte le apparizioni dell’immaginario di Massimo

La prima sala racconta l’infanzia e la vita familiare di Massimo (spicca una lettera manoscritta a 7 anni, per il cognato Giorgio Veneruso, marito della sorella Annamaria), si passa poi alle foto, alle locandine, ai documenti dedicati a La Smorfia, il gruppo Troisi-Arena-Decaro che dal 1977 al 1980 incendierà locali, discoteche, trasmissioni televisive e infine i grandi teatri italiani, con una comicità dialettale capace di toccare tutta una nazione. 

Ecco poi i primi spazi multimediali della mostra: due totem per vedere e ascoltare le interviste realizzate appositamente per Troisi poeta Massimo a persone a lui vicine: amici, affetti, colleghi. Testimonianze che rivelano aspetti personali e alcuni inattesi dell’uomo e dell’artista. A raccontarcelo troviamo il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, la compagna, amica, co-sceneggiatrice Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele amico d’infanzia e produttore, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi. E una postazione per ascoltare un documento importante: le canzoni composte in gioventù da Enzo Decaro e Troisi, rimaste per anni su carta, e poi riprese nel disco Poeta Massimo da Decaro nel 2008, con un gesto musicale e fraterno davvero da recuperare.

La seconda sala ci racconta La Smorfia in TV mentre la terza ci porta dentro il cinema di Massimo Troisi. Con foto dei set, locandine, documenti, due touchscreen per vedere interviste ad attori e registi, la sala grande dei Dioscuri racconta il percorso dal successo inatteso e irresistibile di Ricomincio da tre (1981) all’incanto postumo e planetario de Il postino (1994). Con un documento in mostra che racconta indirettamente l’essere divenuto col tempo un autore: una lettera dattiloscritta del 1991 in cui un giovane studente di Economia e Commercio, di nome Paolo Sorrentino, chiede a Troisi di potergli fare da aiuto per il prossimo film. 
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Un ultimo spazio è dedicato alla proiezione di parti inedite del backstage che Stefano Veneruso ha realizzato durante le riprese de Il postino. Un controcampo toccante dell’atmosfera di divertimento, poesia e complicità vissuta sul set da Troisi con Philippe Noiret, Renato Scarpa, Maria Grazia Cucinotta, il regista Michael Redford, i collaboratori storici. La mostra ospiterà inoltre un evento speciale: dal 17 al 28 aprile, al Teatro dei Dioscuri andrà in scena lo spettacolo Troisi poeta Massimo, scritto e diretto da Stefano Veneruso. Uno spettacolo sulla vita artistica e privata di Massimo Troisi. Poesie inedite, interviste, canzoni e testi autobiografici a fare da trama narrativa. Lo spettacolo andrà in scena, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, tutti i giorni alle 21, escluso Lunedì 22 di chiusura, e il 21 e 25 aprile alle 18.30.

Troisi poeta Massimo
Apertura: da martedì a domenica – dalle 10.00 alle 19.00
www.archivioluce.com
Tel.: 06 86981921




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Foto dall’Ufficio Stampa

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