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domenica 14 aprile 2019
di Cristina Giovannini
Le Invisibili
Una commedia sociale ricca di humor e speranza
C’è un mondo parallelo al nostro di cui  abbiamo scarsa cognizione, che galleggia in un mare di travaglio esistenziale ma dotato di una dignità che fa meravigliare e riflettere.

E’ quello de Le Invisibili, titolo del film omonimo campione d’incassi in Francia, dedicato alla vita delle donne senza fissa dimora e ispirato dal lavoro sul campo e poi dal libro di Claire Lajeunie Sur la route des invisibles - Femmes dans la rue che Louis-Julien Petit, giovane talento del cinema francese, ha tradotto in immagini.

Protagoniste del film sono quattro assistenti sociali che lavorano presso un centro diurno che fornisce assistenza a donne che vivono in strada. Quando il Comune decide di chiuderlo, decidono di dedicare gli ultimi mesi a loro disposizione a trovare un lavoro al gruppo delle loro assistite con cui si è creato un legame forte e intenso.
Con determinazione e caparbia, violando regolamenti e sfidando le Autorità riusciranno a portare a termine con successo il loro piano e ridare una speranza nel futuro, se non a tutte, almeno a un buon numero delle loro donne.

Rifacendosi alla tradizione del film sociale di cui i britannici sono portabandiera, in pieno stile Ken Loach o Stephen Frears, il registaPetit sceglie saggiamente la commedia, velata di sottile ironia,come genere più adatto per raccontare le storie di un mondo ai marginicosì pieno di sfumature, focalizzando l’attenzione sulla coesione e il sentore comune del gruppo di queste donne invisibili che nella sola Francia rappresentano il 40% dei clochards.

E’ una intensa carrellata di volti segnati da una vita dura (tutto il cast delle senza dimora è composto da attrici non professioniste), volti di un’umanità dolente e sofferente mai sfiorata dall’auto commiserazione ma in cerca di riscatto e del proprio posto nel mondo.

Evitando con garbo il rischio sempre dietro l’angolo, dato l’argomento trattato, di scadere nel pietismo melenso o nella compassione, il regista tratteggia approfonditamente caratteri, emozioni e complessità dei personaggi e lancia un messaggio di speranza nel futuro.

Tra evacuazioni forzate di campeggi improvvisati, occupazioni abusive di stabili, workshop terapeutici, difficoltà di re-inserimento sociale, scogli burocratici e violazione di regole, il film dosa impegno e divertimento, senza farsi mancare degli spunti commoventi.

Ma la pellicola vuole essere un tributo anche all’altra categoria di invisibili: quella delle assistenti sociali, siano esse volontarie o meno, e della loro fede incrollabile, mai  scalfita dalle mille difficoltà quotidiane, sulla possibile reintegrazione nella società dei più indigenti.

Ad interpretare Audrey, Manu, Hélène e Angelique  un cast eclettico e ben affiatato, rispettivamente le attrici Audrey Lamy forse la più convincente, Corinne Masiero un passato difficile alle spalle e ben calata nella parte, Noemie Lvovsky e Deborah Lukumuena, un’ Angelique combattiva e ricca di umorismo insignita di un Cesar per questo ruolo.  

In sala dal 18 aprile 2019 distribuito da Teodora Film



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http://www.teodorafilm.com

 
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