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martedì 26 marzo 2019
di José de Arcangelo
Bentornato Presidente
Diverte e fa riflettere il sequel di Fontana e Stasi con Bisio impegnato a rifare l’Italia
Vedendo Bentornato Presidente di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi (gli autori di Metti la nonna nel freezer, dopo tanto web e tv) bisogna ricredersi sui sequel, perché stavolta, rispetto all’originale (Benvenuto Presidente! di Riccardo Milani con lo stesso Bisio protagnista)  la commedia diventa vera satira politica della nostra Italia sul filo di una graffiante ironia. 

A otto anni dalla sua elezione al Quirinale, Peppino Garibaldi (Bisio) vive un’idilliaca esistenza sui monti con Janis (Sarah Felberbaum che ben sostituisce Kasia Smutniak) e la piccola loro figlia Guevara (Roberta Volponi). Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale; Janis invece, è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia

Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il paese è alle prese con la difficile formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri maneggi, la moglie lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Ormai solo e disperato, Peppino non ha altra via d’uscita che tornare alla politica per riconquistare la donna amata. Diventa premier controvoglia ma, forse, stavolta riuscirà a cambiare definitivamente l’Italia.

La sceneggiatura di Fabio Bonifacci – dichiarano i registi Fontana & Stasi, nati e cresciuti a Materaci ha dato l’occasione di riabbracciare un tema a noi molto caro, che in passato ci ha regalato grandi soddisfazione sia in tv che sul web, e che da sempre siamo convinti possa funzionare anche al cinema: la satira”.

E funziona veramente in questo instant movie in commedia che strappa spesso sorrisi e risate tanto da far riconoscere e riconoscerci in personaggi e situazioni (politiche e non) a cui siamo abituati e che viviamo ormai quotidianamente.
Il tutto raccontato col ritmo e il respiro giusti, grazie anche a una galleria di caratteristi come Pietro Sermonti (Ivan), Paolo Calabresi (Teodoro Guerriero, leader Precedenza Italia), Guglielmo Poggi (Danilo Stella, leader di Movimento Candidi), Antonio Petrocelli (Presidente della Repubblica), Marco Ripoldi (Vincenzo Maceria, leader Sovranità Democratica), e con Ivano Marescotti, Cesare Bocci e Massimo Popolizio.

Nelle sale italiane dal 28 marzo distribuito da Vision 


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